Ecco il sistema di voto in Gran Bretagna

E' il maggioritario secco, un solo vincitore in 650 collegi

Si chiama 'first past the post' ed è il sistema di voto utilizzato nel Regno Unito, sin dal XIX secolo, per eleggere i parlamentari di Westminster che compongono la Camera dei Comuni. Si tratta di un uninominale maggioritario secco nel quale, come recita la definizione in lingua inglese, passa solo il primo candidato, quello che ha conquistato più preferenze, in ognuno dei 650 collegi nei quali è suddiviso il territorio del Paese: formato da Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord.

Gli elettori possono quindi esprimere una sola preferenza e i voti dei candidati perdenti non vengono in alcun modo recuperati. Per ottenere la maggioranza assoluta un partito deve superare i 325 seggi; ma contando che di prassi non vota lo Speaker dei Comuni e i deputati repubblicani nordirlandesi dello Sinn Fein (almeno 7 eletti nelle ultime competizioni) boicottano per principio Westminster, il quorum reale per poter controllare l'aula è subito sopra quota 320. E' previsto in ogni caso che la regina dia in prima battuta l'incarico di formare l'esecutivo al leader del partito che abbia avuto più seggi: anche se nessuno ottiene la maggioranza assoluta, nello scenario del cosiddetto 'hung parliament' (Parlamento impiccato, ossia frammentato).

In un situazione del genere, verificatasi nelle tornate recenti più di frequente (nel 2010 e nel 2017), il leader della formazione con la maggioranza semplice ricerca altre forze politiche che lo sostengano per poter dare un esecutivo al Paese. O almeno gli lascino sufficiente margine per timonare, magari solo transitoriamente, un governo di minoranza. Se ritiene di non essere in grado di farlo, rinuncia e la sovrana può attribuire l'incarico al leader del secondo partito per numero di seggi, in modo da consentire a lui (o a lei) di verificare i suoi spazi di sopravvivenza parlamentare.

Il sistema elettorale britannico, nel quale 'the winner takes it all' (il vincitore prende tutto), è stato spesso criticato e si è provato, invano, a riformarlo con correttivi semiproporzionali che tuttavia hanno sempre stentato a far breccia nella mentalità britannica e nella lunga storia democratica dell'isola. La sua maggior contraddizione? In virtù del meccanismo 'first past the post', il partito vincitore potrebbe avere sulla carta più seggi ma meno voti del diretto rivale, se questo collezionasse secondi o terzi posti in serie in molti collegi.

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