Iran, oltre 2 mila arresti nelle proteste

Teheran: 'Molti rilasciati tranne quelli guidati dall'estero'

Sono almeno 2.021 le persone arrestate durante le manifestazioni contro il rincaro della benzina in Iran. Lo ha annunciato il governatore di Teheran, Anoushiravan Mohseni-Bandpey, secondo cui "molti sono stati interrogati e poi rilasciati, ma quelli che hanno ricevuto istruzioni dall'estero per incendiare le strade e destabilizzare il Paese sono ancora detenuti".

Secondo il governatore, dall'avvio delle proteste a metà novembre nell'area della capitale iraniana sono stati incendiati 47 negozi e 29 stazioni di servizio e danneggiati gli uffici di 140 banche.

Il capo della polizia di Teheran, il brigadiere generale Hossein Rahimi, ha inoltre riferito oggi di 51 arresti per saccheggi e danneggiamenti di istituto di credito, stazioni di servizio e negozi. Lo riporta l'Irna.

Le autorità della Repubblica islamica non avevano ancora fornito un bilancio preciso degli arresti, né delle vittime. Secondo Amnesty International la repressione ha provocato almeno 208 morti, ma stamani la magistratura iraniana ha negato queste cifre, definendole "menzogne assolute" diffuse da "gruppi ostili".

Il presidente americano Donald Trump, a Londra per il summit della Nato, ha definito "terribile" che "molti" iraniani siano stati "uccisi per il solo fatto di aver manifestato"

Deputati iraniani hanno presentato una mozione urgente per la creazione di una commissione parlamentare d'inchiesta sulle uccisioni e gli arresti. L'iniziativa è stata annunciata dalla deputata riformista Parvaneh Salahshouri, sottolineando che tra gli obiettivi principali c'è proprio quello di chiarire il vero numero delle vittime e denunciando che tra queste ci sarebbero anche alcuni adolescenti. "La tv ha diffuso notizie unilaterali e umilianti sui manifestanti, che erano arrabbiati e frustrati dai numerosi problemi economici", ha aggiunto Salahshouri.

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