• Dattoli, 'startupper italiani pensate in chiave europea!'

Dattoli, 'startupper italiani pensate in chiave europea!'

Fondatore Talent Garden racconta a Vienna sua storia di successo

(dell'inviato Stefan Wallisch)

Esportazione di talenti e idee. E' la ricetta anti fuga dei cervelli di Davide Dattoli. Il co-fondatore di Talent Garden è stato inserito da Forbes nella lista dei 30 Under30 più influenti nel settore tecnologico in Europa. Il talentuoso bresciano quale consiglio può dare agli startupper italiani che intendono imitare la sua storia di successo? "Non fermatevi al mercato italiano, ma pensate in chiave europea", svela. Insomma, la Silicon Valley può attendere.

    Maglioncino blu e occhiali, sguardo attento e curioso, neanche un capello bianco. Con questo look da studente d'informatica Davide, 29 anni, è a Vienna per presentare il suo 'bambino'. Talent Garden, nel giro di pochi anni, da uno spazio di co-working a Milano ha messo piede in otto paesi europei.
    Sono già 23 i campus in giro per l'Europa, che non offrono solo co-working, ma anche formazione ed eventi nel settore digitale.
    "E' il nostro mix che fa la differenza", è convinto. Non a caso l'idea è nata in Italia. Il contatto interpersonale resta infatti indispensabile anche nell'era digitale. "Le migliori idee nascono durante una chiacchierata davanti a una tazza di caffè", racconta Davide. La seconda colonna di Talent Garden è la formazione, "che tiene conto delle reali esigenze del mercato", con corsi full-time per chi si sta avvicinando al mondo del lavoro e part-time per chi sta già lavorando ma intende migliorare le proprie competenze. Definisce il tutto un "ecosistema".
    L'importanza del connubio tra "ispirazione e innovazione" è stato sottolineato dall'ambasciatore italiano a Vienna, Sergio Barbanti, che ha ospitato l'evento 'Start up Italy' a Palazzo Metternich. L'Austria, ha ricordato, è il secondo partner commerciale dell'Italia. Talent Garden ha scelto la capitale austriaca, dove è presente con un campus da cinquemila metri quadri, anche per altri motivi. "Gli austriaci - spiega Dattoli - non si fermano ai loro confini di paese, come purtroppo capita spesso in Italia, ma guardano sia verso la Germania, sia verso Est". Per lo stesso motivo Talent Garden è presente anche in Lituania, paese digitalizzato ma molto piccolo. "I giovani non hanno altra scelta, devono da subito pensare in chiave europea", commenta Davide.
    La conferenza all'ambasciata italiana a Vienna è stata anche occasione per un confronto sulle start up e la ricerca e innovazione, sia in Italia che in Austria, dove operano infatti anche altri startupper italiani di successo. Erano presenti Paola Lisi dell'Italian Trade Agency (Ita), Marion Biber dell'Invest in Austria (Aba), mentre l'analisi scientifica del settore è stata fornita da Francesco Ferrante dell'università di Cassino.

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