Enorme marcia a Santiago del Cile, Pinera cede ancora

Un milione in piazza. La Allende, carri armati come in dittatura

Non si attenua, al contrario si rafforza, la protesta a Santiago del Cile e nelle altre città cilene, anche se nelle ultime ore non si sono registrate vittime, ma solo una enorme manifestazione nella capitale, la più grande da quando sono cominciate le proteste, e altri due incendi di supermercati. Si è trattato ieri, quinto giorno di protesta, di circa un milione di persone che hanno invaso il centro di Santiago, in Piazza Italia e lungo tutta la principale arteria cittadina, La Alameda.

La marcia è avvenuta nel primo dei due giorni di sciopero generale indetto da una ventina di movimenti sociali e sindacati, ed oggi, nel secondo, sono scesi in strada gli abitanti di due delle città cilene più combattive, Valparaiso e Concepcion. Di fronte a questo perpetuarsi delle tensioni, il presidente Sebastián Pinera ha deciso di insistere in una strategia conciliatoria, diversa dall'atteggiamento duro assunto all'inizio. Così, il capo dello Stato ha annunciato oggi l'invio al Congresso cileno di un disegno di legge per annullare l'aumento delle bollette elettriche, primo provvedimento della cosiddetta "Agenda Sociale" da realizzare in risposta alle proteste che stanno colpendo il Paese. Va ricordato che l'ira della popolazione, soprattutto studenti, era scoppiata la scorsa settimana per l'aumento del biglietto della metro, poi revocato. Pinera ha poi riferito che sta lavorando, insieme ai capi della Difesa nazionale, a un piano di normalizzazione per ridurre i periodi di coprifuoco e per arrivare a porre fine agli stati di emergenza nel Paese. Intanto, si sono moltiplicate le polemiche per denunce sulla brutalità di alcuni militari utilizzati in funzione di ordine pubblico durante lo stato di emergenza. Ha cominciato l'Istituto nazionale dei diritti umani (Indh) chiedendo al Parlamento e alla giustizia una inchiesta, e poi si è aggiunta Ymay Ortiz, capo dell'unità specializzata in diritti umani della Procura nazionale, che ha sostenuto di aver ricevuto "uno tsunami di denunce".

Come conseguenza, su richiesta anche del capo dello Stato cileno, l'Alto commissario per i Diritti umani dell'Onu, la cilena Michelle Bachelet, ha reso noto oggi che invierà una missione di verifica per esaminare le denunce di violazioni dei diritti umani durante le proteste nel Paese. Intanto la scrittrice Isabel Allende, che fu costretta all'esilio dopo il golpe di Pinochet nel 1973, ha affermato che "i militari sono in strada come avvenne 40 anni fa". "Molti ricordano quei giorni ma i giovani no e - spiega l'autrice, in Italia per presentare il suo ultimo libro 'Lungo petalo di mare' - non hanno gli anticorpi per sapere che qualsiasi cosa è preferibile alla dittatura".

   

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