Studenti italiani, ora è davvero difficile restare

Olimpia, da dopo il referendum ha vinto il 'prima gli inglesi'

"Rimaniamo ma è davvero difficile". Ha 28 anni Olimpia, da dieci in Inghilterra, dove si è trasferita a studiare dopo la maturità al liceo Mamiani di Roma. "Sono venuta qui perchè amo la lingua e la letteratura inglese - racconta - ed era il mio sogno frequentare l'università in Gran Bretagna". "Dieci anni fa l'Inghilterra era ancora una meta ambita - spiega Olimpia - si poteva immaginare di poter realizzare il futuro che desideravi. Io, ad esempio, volevo insegnare all'Università e qui era possibile, molto più che in Italia". "Inoltre - aggiunge - lo Stato aiutava gli studenti Ue con rette inferiori a quelle riservate agli extra Ue e prestiti d'onore. Ora tutto ciò rischia di scomparire. Con la Brexit, infatti, gli studenti italiani potrebbero essere equiparati agli extrauropei e costretti a sborsare rette due o tre volte più salate delle attuali, pari a 9 mila sterline".

"Ma intanto già da subito dopo il Referendum è cambiato l'atteggiamento nei confronti degli stranieri. Anche qui 'prima gli inglesi' è diventata una realtà". "Così dopo una laurea triennale, un master e un dottorato in letteratura, ogni volta che affronto un colloquio di lavoro mi trovo di fronte alla domanda: 'sei inglese?' e la risposta cambia il risultato".

Anche trovare un alloggio è diventato più difficile per un non inglese. "Prima del Referendum - racconta Carlotta, 24 anni, di Catania, che frequenta un corso di robotica all'Università - se eri studente per affittare un appartamento bastava la busta paga di un genitore a garanzia. Oggi sono molto più fiscali e spesso pretendono garanti inglesi".

"Forse anche per questo - aggiunge - già da due anni in autunno le banchine della metro di Londra piene di genitori italiani al seguito dei figli che si trasferivano a studiare qui sono diventate un ricordo".

Ed infatti se l'Inghilterra, dopo anni di crescita costante, piange un meno dieci per cento di studenti stranieri nuovi iscritti, a gioire è l'Olanda diventata la meta preferita dei giovani europei che scelgono di studiare all'estero. In particolare gli italiani sembrano aver virato decisamente per i Paesi Bassi dove lo scorso anno si sono iscritti in 4 mila con una crescita del 272% rispetto a quattro anni prima. Con la Brexit, dunque, sembra passato un secolo da quando Baglioni cantava 'Viva l'Inghilterra, pace donne amore e libertà'.
   

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