Il confine maledetto, cicatrice tra passato e Brexit

Torna anche fantasma Ira con dissidenti contrari ad accordi pace

E' stato uno degli ultimi muri a cadere in Europa, le sue torri di guardia sono state smantellate con cura, i blocchi di cemento e il filo spinato sono stati eliminati, lasciando il posto a qualche discreto cartello che segnala la quasi invisibile frontiera. Ma il confine tra Regno Unito e Irlanda continua a essere il simbolo delle tensioni pronte a dividere le comunità dell'Ulster e rappresenta comunque una 'cicatrice' nonostante gli accordi di pace del 1998 fra unionisti e repubblicani e la rassicurazione da parte di Londra e Dublino che, anche di fronte al caos Brexit e alle difficoltà per arrivare a un accordo condiviso sul 'border', le lancette della storia non torneranno indietro.
    Il confine venne creato nel dicembre 1922 con l'indipendenza dell'Irlanda dopo un aspro conflitto armato con Londra. Già nell'aprile del 1923 vennero introdotti i tanto controversi controlli alla dogana, che sono rimasti in funzione fino agli Novanta. La tensione lungo il 'border' era altissima ai tempi dei cosiddetti 'Troubles', 1968-1998, il periodo del conflitto nordirlandese, durante il quale vennero creati i posti di blocco dell'esercito britannico, fra blindati, blocchi di cemento e filo spinato. Vennero chiuse alcune strade minori per concentrare il passaggio tra Irlanda e Regno Unito solo in alcuni punti nevralgici. Il confine divenne anche uno dei bersagli dell'Ira e delle sue bombe: nel 1972 venne presa di mira la dogana di Newry, con un bilancio di nove vittime. Lo smantellamento del confine arrivò con lo storico accordo di pace del Venerdì Santo del 1998. Fu quell'intesa - voluta da un ancor giovane e popolare Tony Blair con la mediazione americana di Bill Clinton e George Mitchell, condivisa con Dublino e imposta ai riottosi contendenti delle due trincee - a schiudere la strada verso un graduale disarmo delle fazioni in guerra, a far sparire filo spinato e controlli. Sulla questione della frontiera anche oggi si decide il futuro del Regno Unito e dei suoi rapporti in Europa con la Brexit. Il tentativo della premier conservatrice Theresa May di far approvare il suo accordo con l'Ue sul divorzio britannico si è infranto proprio contro l'ostinazione degli alleati unionisti nordirlandesi del Dup (e dei Tory Brexiters) ostili a un testo che contiene la contestata clausola vincolante del 'backstop' sul confine aperto fra Dublino e Belfast. "La violenza non deve tornare", è il mantra che viene ripetuto da tempo da tutti gli schieramenti coinvolti nelle vicende dell'Ulster quando si trovano di fronte a situazioni che ricordano il tormentato passato di questa regione. Intanto però si è ripresentato il 'fantasma' della Provisional Ira, sotto forma di gruppi dissidenti repubblicani, clan a metà strada fra la guerriglia e la criminalità comune emersi da costole di irriducibili dell'organizzazione paramilitare che si erano dissociati dagli accordi di pace fin dagli anni del negoziato e avevano continuato la lotta armata.
    Nel luglio 2012 diverse sigle di irriducibili si sono riunite nella cosiddetta 'New Ira' ma i suoi aderenti preferiscono definirsi come i veri eredi dello storico Irish Republican Army, attivo fra il 1919 e il 1922. Ci sarebbe la loro mano, stando alla polizia, dietro alla morte della giornalista Lyra McKee a Derry.

 

        RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

        Video ANSA