Erdogan: combattere islamofobia come l'antisemitismo

Appello a summit Paesi Islam a Istanbul dopo strage Christchurch

 "Come ha combattuto l'antisemitismo dopo la catastrofe dell'Olocausto, l'umanità deve combattere con la stessa determinazione anche l'odio contro l'Islam, che è in aumento". Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan parlando alla riunione straordinaria dell'Organizzazione della cooperazione islamica a Istanbul, convocata dopo la strage delle moschee in Nuova Zelanda.

"I politici che cercano di aprirsi il cammino in politica stigmatizzando i musulmani e i migranti devono cambiare i propri discorsi. Dobbiamo dare un messaggio a quelli che si ispirano a questo terrorista, condannandolo come merita e rivelando tutti i suoi collegamenti", ha detto il presidente turco riferendosi alla strage in Nuova Zelanda. "Come Daesh (l'Isis), al-Shabaab e il Pkk, i neonazisti devono essere trattati e combattuti come gruppi terroristici", ha aggiunto Erdogan.

"Non permetteremo in nessun caso la legittimazione dell'occupazione del Golan". Lo ha detto il presidente turco in merito all'annuncio del riconoscimento Usa della sovranità di Israele. "La disgraziata dichiarazione di Trump sulle Alture del Golan porta la regione alle porte di una nuova crisi", ha aggiunto Erdogan.

La Siria denuncia con forza le dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump circa la volontà americana di riconoscere l'annessione israeliana delle Alture del Golan. Lo riferisce l'agenzia governativa Sana, che cita un comunicato del ministero degli Esteri di Damasco. "Le dichiarazioni di Trump - si afferma - non cambiano la verità, perché il Golan è e rimarrà siriano". La Siria ha denunciato le affermazioni di Trump come "una violazione delle risoluzioni internazionali" circa l'illegittimità della presenza israeliana.

La decisione del presidente americano Donald Trump di riconoscere la sovranità di Israele sulle Alture del Golan "porterà nuove crisi" in Medio Oriente. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Bahram Ghasemi, sottolineando che si tratta di una posizione contraria alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu. "Non c'è altra soluzione possibile se non la fine dell'occupazione" del Golan da parte di Israele e la difesa della "sovranità della Siria", ha aggiunto Ghashemi.

Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulle alture del Golan possono "destabilizzare la regione" e dunque è opportuno che restino "solo una proposta". Lo dichiara il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dalla Tass.

"La legittimità di Gerusalemme e del Golan sono determinate dal popolo palestinese e da quello siriano". Lo ha detto Nabil Abu Rudeina portavoce del presidente Abu Mazen. "Qualsiasi decisione presa dagli Usa - ha aggiunto - è contro la legge e la legittimità internazionale. Non ha alcun valore, non darà legittimità all'occupazione israeliana e rimarrà lettera morta". Ma - ha concluso - accrescerà solo "la tensione nella regione".

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