Haftar a Roma, il generale libico domani vede Conte

Immigrazione e risorse petrolifere al centro dei colloqui

 Il generale Khalifa Haftar è a Roma dove ha incontrato il premier Giuseppe Coonte.   Per la terza volta in poco più di un mese, l'uomo forte della Cirenaica sbarca in Italia per continuare a giocare le sue carte, determinato a conservare quella dose di potere che le sue forze armate - ma anche attori internazionali - gli hanno garantito nello scenario libico e sul futuro del Paese nordafricano.  Arrivato nella capitale, Haftar sa di essere un interlocutore imprescindibile per l'Italia, finora ritenuta troppo "sbilanciata" a favore del debole governo di accordo nazionale di Fayez al Sarraj, riconosciuto dall'Onu.

    Dopo una prima giornata di incontri, tra cui quello con l'incaricato d'affari libico a Roma, Haftar ha incontrato il premier italiano a sole tre settimane dalla Conferenza di Palermo dove il generale dettò l'agenda del summit, ignorando quello ufficiale e costringendo pochi selezionati interlocutori a un minivertice mattutino. In quell'occasione, Conte portò a casa una stretta di mano tra i due rivali, Haftar e Sarraj appunto, e un impegno non scritto ad aderire - o perlomeno non ostacolare - al piano dell'inviato dell'Onu in Libia, Ghassam Salamè.

   Sul tavolo dell'incontro romano, però, non ci sarà solo la futura stabilizzazione della Libia - che nelle intenzioni della comunità internazionale dovrà passare per elezioni entro la fine della primavera del 2019 - ma anche alcuni dossier che riguardano direttamente l'Italia: dal contrasto all'immigrazione illegale alla garanzia di poter contare sulle risorse della mezzaluna petrolifera della Cirenaica.

    Roma si avvicina dunque sempre più al generale, nel tentativo di sottrarlo all'influenza esercitata da Parigi. Intanto resta ancora in Italia l'ambasciatore Giuseppe Perrone, richiamato dopo un'intervista - sgradita proprio ad Haftar - rilasciata in estate sulla data del voto in Libia, questione che ha a lungo contrapposto Italia e Francia, che all'epoca premeva per elezioni in questo dicembre. "Dopo Palermo faremo una valutazione definitiva e assumeremo una decisione", aveva detto Conte alla vigilia del summit siciliano, mentre Emmanuel Macron, già da ottobre, ha schierato a Tripoli l'ambasciatrice Béatrice Le Fraper du Hellen.
    Sull'altro fronte, intanto, il premier Sarraj ha incontrato l'altroieri a Bruxelles il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, in Belgio per il vertice della Nato, e l'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Federica Mogherini, per "coordinare al meglio l'ulteriore sostegno dell'Unione europea per portare avanti la transizione politica" in Libia.  

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