Tunisia: superstite, '180 a bordo, tanti i morti'

Media,'barca sovraccarica,vittime sono più di quelle ritrovate'

Un sopravvissuto al naufragio al largo delle isole tunisine di Kerkennah ha dichiarato alla radio locale Mosaique Fm che a bordo dell'imbarcazione colata a picco, la cui capacità massima era di una settantina di persone, ce ne erano almeno 180. L'imbarcazione - ha spiegato - è salpata ieri sera intorno alle 20.30 e ha iniziato a imbarcare acqua fino ad inabissarsi. Secondo il testimone il numero di morti supera di gran lunga quello dei corpi finora ripescati che secondo gli ultimi aggiornamenti, sono saliti a 37. 

Il ministero dell'Interno di Tunisi, ha intanto precisato che 68 persone, sono state tratte in salvo. Dei circa 180 a bordo, oltre la metà sarebbe di origine tunisina mentre un'ottantina di persone proverrebbe da altri paesi africani. Le ricerche sono comunque ancora in corso.

Il tratto di mare antistante le isole Kerkennah fu il teatro l'8 ottobre 2017 di un altro naufragio, definito "tragedia nazionale" dal premier Youssef Chahed, nel quale 38 migranti tunisini persero la vita e altri 38 vennero soccorsi. In quell'occasione un barcone di migranti diretti in Italia, venne speronato da una nave della marina tunisina. Per quei fatti la magistratura militare tunisina ha recentemente rinviato a giudizio per omicidio colposo e lesioni per 'imprudenza, negligenza e inosservanza delle norme' il 'comandante' del barcone e quello della nave militare, con l'accusa aggiuntiva per il primo di non aver evitato la collisione e di non essersi conformato ad un ordine dell'autorità in acque territoriali nazionali mentre per il secondo è scattata anche l'accusa di violazione delle regole militari. (ANSAmed)

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