Amb.Israele, con Hamas uno stato di terrore a Gaza

Ofer Sachs ad un forum ANSA. 'Situazione è drammatica'

 "La situazione a Gaza è diventata veramente drammatica, dopo la presa di Hamas che ha commesso molti errori nel controllo della Striscia. E milioni di dollari a Gaza non sono stati investiti per il bene del popolo ma per creare un 'terror country'. Decina di migliaia di razzi sono stati lanciati contro Israele". Lo ha detto l'ambasciatore israeliano a Roma Ofer Sachs nel corso di un forum all'ANSA. "Israele vuole prevenire la penetrazione nel nostro paese, e finora ci siamo riusciti. Quello che non siamo riamo riusciti a spiegare e che cosa succederebbe se l'infiltrazione avesse successo", ha detto l'ambasciatore Sachs.

"Ci dobbiamo preparare a una nuova ondata" di manifestazioni organizzate a Gaza da Hamas, ha aggiunto Sachs, sottolineando che nel corso delle proteste scoppiate la scorsa settimana "l'esercito israeliano ha cercato di contenere il numero di vittime". Tra i manifestanti c'erano "molte donne che non figurano tra le vittime": se i confini "fossero stati violati", ha detto Sachs, "la situazione sarebbe stata molto peggiore".

"Lo status di Gerusalemme come capitale di Israele non è in discussione. La scelta di Trump può creare problemi nel prossimo periodo, ma ha anche portato un messaggio. Noi vogliamo il dialogo con i palestinesi, ma Gerusalemme rimarrà la nostra capitale. Questo non bloccherà il dialogo. Se i palestinesi non accetteranno la mediazione degli Usa sarà un errore", ha poi aggiunto, ricordando che anche gli europei, che si oppongono al riconoscimento di Gerusalemme capitale, fanno ogni meeting ed incontrano le autorità israeliane a Gerusalemme.

Parlando dell'accordo nucleare con Teheran, Sachs ha sottolineando che "gli Usa hanno fatto bene a uscire". L'Iran "sostiene e finanzia il terrorismo, manovra l'intera regione creando instabilità, continua a investire sui missili balistici, alcuni in grado di portare una testata nucleare", ha aggiunto. L'intesa "guarda alla regione con un punto di vista molto limitato, offre a Teheran troppi margini, invece serve uno sguardo più ampio più complesso" per capire quello che sta accadendo, ha poi detto.

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