• Siria: Nessun accordo sul cessate il fuoco. 400 morti nella Ghuta da domenica

Siria: Nessun accordo sul cessate il fuoco. 400 morti nella Ghuta da domenica

Ondus, 'almeno 94 sono minori'

Nessun accordo ancora all'Onu sulla Siria, con la Russia che ha detto 'no' a una bozza di risoluzione per un cessate il fuoco di 30 giorni nel Paese appoggiata dagli Usa. Il testo - presentato in Consiglio di sicurezza da Svezia e Kuwait - chiede la fine delle ostilità e l'accesso agli aiuti umanitari.

E' salito a circa 400 il numero dei civili uccisi nei bombardamenti governativi nella Ghuta orientale, vicino a Damasco, a partire da domenica. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), precisando che tra di loro almeno 94 sono minorenni, tra bambini e adolescenti. Secondo l'ong, 21 civili sono stati uccisi nei bombardamenti di oggi, 13 dei quali nella cittadina di Duma, circa 15 chilometri dalla capitale.

Intanto altri 13 civili, di cui 3 bambini, sono stati uccisi in nuovi bombardamenti compiuti dalle forze governative siriane oggi sulla regione della Ghuta orientale, vicino a Damasco, controllata da gruppi ribelli. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus).

Secondo fonti locali citate dall'ong, i bombardamenti, compiuti con razzi, hanno colpito la cittadina di Duma, la principale cittadina della Ghuta, una quindicina di chilometri dalla capitale.

Le vittime di oggi si aggiungono ai 346 morti e 878 feriti registrati dall'Onu nelle ultime due settimane, da quando le forze governative anno intensificato i bombardamenti aerei e di artiglieria apparentemente in preparazione di una offensiva di terra. 

Nella enclave della Ghuta orientale, in mano a gruppi ribelli controllati a vario titolo da Arabia Saudita, Qatar e Turchia, vivono circa 400.000 civili, che necessitano di cibo, acqua e medicine.
Ieri Medici senza Frontiere (Msf) ha detto che in soli tre giorni 13 ospedali e strutture sanitarie tra quelle supportate dall'organizzazione in modo regolare o saltuario sono stati colpiti e danneggiati o distrutti. Msf ha sottolineato inoltre che "le strutture supportate dall'organizzazione hanno terminato completamente le scorte di sacche di sangue, anestetici e antibiotici endovenosi, fondamentali per i principali interventi chirurgici".

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