Austria domenica al voto, Kurz verso la cancelleria

'Ragazzo prodigio' dei Popolari potrebbe essere il più giovane leader Ue

(di Rosanna Pugliese) 

BERLINO Ha cambiato il colore del partito, da nero a turchese. Lo ha targato col suo nome, spingendosi, nella personalizzazione della campagna elettorale, anche oltre l'esperienza di Emmanuel Macron. E adesso Sebastian Kurz, a 31 anni, è a un passo dalla cancelleria. Stando ai sondaggi in vista del voto di domenica prossima in Austria, il ministro degli Esteri, che ha usato il pugno duro sui migranti, praticamente non ha rivali. Nessuno si aspetta che il duello televisivo col cancelliere uscente, il socialdemocratico Christian Kern, possa davvero cambiare la situazione. Kurz potrebbe diventare il più giovane cancelliere d'Europa, oltre che della storia del suo Paese. Gli ultimi rilevamenti danno il suo Oevp (ora lista Sebastian Kurz) al 33%. Seguono i populisti di destra del Fpoe di Christian Strache al 27%, mentre i socialdemocratici sono scivolati al terzo posto con il 23%, travolti dallo scandalo delle fake news su Facebook e dalle accuse di una campagna sleale contro il "Wunderkind" (Ragazzo prodigio) della politica nazionale. C'è poi il Neos al 6% - la soglia di ingresso al Nationalrat (il parlamento austriaco) è al 4 - e seguono al 5% Verdi e lista Pilz, l'ultimo esperimento di un partito che punta tutto su un solo uomo.
    A livello di preferenze dei leader, dietro all'inafferrabile Kurz, i sondaggi vedono invece il socialdemocratico Kern (anche lui leader nuovo nel suo partito) in vantaggio rispetto al numero 1 del Fpoe Christian Strache. Ma i populisti potrebbero essere comunque l'ago della bilancia del prossimo governo, dal momento che in Austria, come in Germania, i tempi della Grosse Koalition sembrano finiti. A Vienna, i socialdemocratici governano da 10 anni, e al loro fianco l'Oevp ha fatto sempre da partito junior. La discesa in campo di Kurz però ha scompaginato lo scenario politico nazionale: nel giro di un giorno i consensi del suo partito sono saliti dal 22 al 34%, mentre Strache ha vissuto la parabola contraria. E in quella che si annuncia innanzitutto come una rivoluzione generazionale, sia pur portata avanti dai conservatori, Kurz, che ha in curriculum una nomina a sottosegretario a 24 anni, quella a ministro degli Esteri a 27 e la conquista della guida del partito a 30, promette ogni giorno di voler scardinare il vecchio "sistema". I temi, invece, vengono dal repertorio classico: ha promesso ad esempio una riduzione delle tasse, "i cittadini devono avere più netto nelle loro buste paga", ha ripetuto spesso, e non ha mai abbassato la guardia su profughi e migranti e la necessità di proteggere le frontiere. È questa del resto l'ossessione della politica locale, da quando l'emergenza profughi del 2015 ha messo a dura prova le capacità di accoglienza del paese nel cuore dell'Europa, che appoggiò la chiusura della rotta balcanica e che ha visto entrare in vigore qualche giorno fa la legge che bandisce burqa e niqab. Anche il suo entourage è composto da giovani, e i cronisti che seguono questa partita elettorale - in un paese di 8,7 milioni di abitanti che diversamente dalla Germania è in campagna elettorale permanente - sottolineano l'entusiasmo di volontari che lavorano fino a tardi ogni giorno con assoluta dedizione, seguendo l'esempio del loro leader, sepolto in ufficio fino alle 2 di notte. Il fattore età giocherà un ruolo decisivo anche sul fronte degli elettori. Ci si aspetta infatti che proprio i giovanissimi si mobiliteranno domenica: in Austria, dove possono votare anche i sedicenni, la presenza di Kurz starebbe motivando la fascia d'età del primo voto: l'85% vuole andare alle urne stavolta, nel 2013 furono il 70%.(ANSA)

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