>ANSA-FOCUS/ Rick Scott, apocalittico e negazionista sul clima

Governatore Florida come Trump, non crede rischi global warming

(di Alessandra Baldini)

 Nei giorni scorsi, con Irma in arrivo, il governatore della Florida ha gridato all'apocalisse: "E' una catastrofe che il nostro stato non ha mai visto prima d'ora". Giustificabili nella sostanza, con un fronte uragano più largo del suo stato e danni previsti di oltre cento miliardi di dollari, i toni da Cassandra del repubblicano Rick Scott hanno lasciato interdetti. Scott, sostenitore di Donald Trump della prima ora, e' un negazionista in fatto di cambiamento climatico.
    Un atteggiamento che si riflette nella scarsa preparazione che per anni in Florida l'amministrazione di Scott, a differenza del predecessore Charlie Crist, ha dedicato ai rischi da "climate change": con le migliaia di chilometri di costa a bassa altitudine sul livello del mare, con la posizione sull'Atlantico nel punto di impatto degli uragani di fine estate, lo stato di Miami e' uno dei più esposti negli Usa al pericolo di allagamenti e violente tempeste che la stragrande maggioranza degli scienziati collega al progressivo riscaldamento del pianeta.
    "La scienza gli ha messo l'invito a far qualcosa su un piatto d'argento e Scott ha scelto di non far niente", ha detto Kathy Baughman McLeod, un'esperta che ha preso parte alla Florida Energy and Climate Commission che di fatto e' stata smantellata dopo che il governatore si e' insediato nel 2011. Scott ha anche scoraggiato gli impiegati dello stato a usare termini come "cambiamento climatico" e "global warming". Un po' come ordinato all'Epa, l'agenzia federale per l'Ambiente, dal suo nuovo amministratore Scott Pruitt che venerdì, interrogato dalla Cnn sul potenziale collegamento tra "climate change" e la distruttiva intensità di Irma, si e' trincerato in un "non e' questo il momento di parlarne". Il tutto in linea con quanto scelto da Trump che, a dispetto del coro preventivo di proteste, ha fatto ritirare l'America dall'accordo di Parigi: la villa di Mar-a-Lago riuscira' forse a scampare all'impatto letale di Irma, ma con i costi del negazionismo presidenziale in fatto di clima stanno cominciando ad arrivare alle porte della Casa Bianca. 
   

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