Migranti: Galantino, aiutarli a casa loro non basta

Minniti a sindaci Libia: 'Un patto contro i trafficanti'. Macron: serve politica più umana ed efficace

"La frase 'aiutarli a casa loro', se non si dice come e quando e con quali risorse precise rischia di non bastare e di essere un modo per scrollarsi di dosso le responsabilità". Così Nunzio Galantino segretario generale della Cei, commenta la frase di Renzi sull'emergenza migranti. "Noi lanciamo la campagna 'liberi di partire - liberi di restare' con 30 milioni dall'otto per mille di aiuti concreti". "E' come descrivere due tipi di povertà. E' come fare la distinzione se uno preferisce morire impiccato o alla sedia elettrica". Così monsignor Galantino risponde a chi gli chiede se condivide la distinzione tra migranti economici e quelli in fuga dalla guerra.  "Tanta solidarietà a parole. Ma nei fatti l'Europa continua a restare inerte di fronte al dramma dell'immigrazione nel Mediterraneo e alle difficoltà dell'Italia, ormai da sola in prima linea nel fronteggiare l'emergenza". Lo scrive l'Osservatore Romano nell'apertura di prima pagina.

Macron, serve politica più umana ed efficace - "Voglio che la Francia abbia una politica molto più volontaristica, umana" ed "efficace" rispetto alla questione dei migranti: lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, in conferenza stampa congiunta a Parigi con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Esprimendosi al fianco della Merkel al termine del consiglio dei ministri franco-tedesco all'Eliseo, Macron ha sottolineato che "c'è una convergenza molto forte tra i nostri due Paesi". Francia e Germania - ha aggiunto - avanzano insieme sulla base di un'"agenda comune" per una "Europa che protegge". Macron ha elogiato il piano "ambizioso" del governo francese per i migranti presentato ieri dal premier Edouard Philippe. Un documento che punta a migliorare l'accoglienza dei rifugiati e al contempo massima fermezza nel rimpatrio dei cosiddetti migranti economici. Tra l'altro, Macron e Merkel hanno sancito una strategia comune per il Sahel, "per prevenire nuove crisi migratorie", ha detto il francese, secondo cui è anche necessario un maggiore controllo delle "frontiere esterne", anche attraverso il "rafforzamento" dell'agenzia Frontex. Evocati, tra l'altro, anche i temi della Difesa comune, della lotta al terrorismo e alla cybercriminalità. Il padrone di casa ha poi sottolineato che l'Europa deve proteggere anche da un punto di vista economico e sociale, lottando, tra l'altro contro "ogni forma di protezionismo o tentativo di dumping". Siamo davanti a "un'indispensabile rifondazione" dell'Europa, ha concluso.

Minniti ai sindaci della libia: 'Patto contro i trafficanti - ' 'Facciamo un patto per liberare le nostre terre dai trafficanti. Insieme nessun obiettivo è precluso', dice il ministro dell'Interno Marco Minniti ai 13 sindaci del Sud della Libia che incontra a Tripoli. 'Faremo di tutto per alleggerire la pressione sulle coste italiane', promette il premier Sarraj. Solo ieri sono stati 4.100 i migranti salvati davanti alle coste libiche, in 20 operazioni. Nei primi sei mesi del 2017, secondo i dati di Frontex, 85mila gli arrivi in Italia, con un aumento del 21% rispetto allo stesso periodo del 2016.

Grillo, Italia laboratorio della miseria  - L'accordo sottoscritto dal governo Renzi per l'operazione Triton, fu possibile con la "complicità" degli altri partner europei, al fine di favorire l'afflusso di massa di immigrati e "sperimentare sull'Italia gli effetti dell'impoverimento di massa sul mercato del lavoro". Lo sostiene Beppe Grillo sul suo blog, nel quale scrive che "siamo diventati un laboratorio della miseria". Grillo critica a fondo i termini dell'accordo che ha dato vita alla missione Triton, che prevede il coordinamento delle operazioni di salvataggio da parte della Guardia Costiera e l'approdo di tutte le navi in Italia. 

10 navi verso porti italiani, a bordo oltre 7.300. Oltre 4mila in salvo ieri in Libia - Sono 10 le navi che al momento si stanno dirigendo verso i porti italiani, con a bordo oltre 7.300 migranti salvati negli ultimi giorni al largo della Libia. L'arrivo delle navi, a seconda del porto di destinazione, è previsto tra oggi e la giornata di sabato. Al momento, gli scali indicati sono Corigliano Calabro e Vibo Valentia in Calabria, Bari e Brindisi in Puglia, Porto Empedocle e Catania in Sicilia, Salerno in Campania.. Sono saliti infine a circa 4.100 i migranti salvati nella giornata di ieri davanti alla Libia. La centrale operativa della Guardia Costiera di Roma ha coordinato oltre 20 operazioni di soccorso, che si sono concluse solo nella tarda serata. I migranti sono stati recuperati da navi della stessa Guardia Costiera, di Frontex, di Eunavformed e delle Ong.

Frontex, 85.000 in Italia in 6 mesi, +21% - A giugno sono stati 24.800 gli arrivi di migranti in Italia lungo la rotta del Mediterraneo Centrale, con un aumento dell'8% rispetto al livello del mese precedente. Nei primi sei mesi del 2017 sono stati 85.000 gli arrivi nel nostro paese, con un aumento del 21% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Guardando al flusso complessivo di migranti verso la Ue, nei primi sei mesi è stato di 166.000 persone, con un calo del dato generale del 68% rispetto al 2016. Lo comunica Frontex. Il flusso sulla rotta del mediterraneo centrale è risultato composto in maggioranza da cittadini di Nigeria e Guinea. I nigeriani sono al primo posto anche nei dati complessivi del primo semestre, davanti ai migranti da Bangladesh, Guinea e Costa d'Avorio. Nella rotta del Mediterraneo Orientale verso la Grecia - frequentata in maggioranza da siriani, pakistani e iracheni - gli arrivi a giugno sono stati 2.600, cifra analoga a quella del mese precedente. Nei primi sei mesi "circa 9.000 migranti hanno raggiunto le isole greche, il 94% in meno rispetto allo stesso periodo del 2016", è scritto in una nota dell'agenzia Ue per il controllo delle frontiere. Frontex osserva anche che mentre il numero degli arrivi nelle isole greche orientali è "leggermente diminuito", viceversa "è significativamente cresciuto" il numero dei tentativi di attraversamento illegale della frontiera terrestre fra Turchia e Grecia.

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