Incendio Londra: Khan, lo si sarebbe potuto prevenire

Sindaco in chiesa per ricordare vittime, 'negligenza da governo'

"Un incidente che si sarebbe potuto prevenire, che non doveva accadere". Sono parole pesanti quelle pronunciate oggi dal sindaco laburista di Londra, Sadiq Khan, sull'incendio della Grenfell Tower, dopo un rito in memoria delle vittime nella vicina chiesa di Saint Clements. "La tragedia - secondo Khan - é stata conseguenza di errori e negligenze, di politici, amministratori del consiglio locale e del governo". Ma la gente del quartiere "resiste", nelle parole del sindaco, che afferma di aver visto "atti eroici da cristiani, musulmani e da altri". Proprio oggi l'Observer é tornato a puntare il dito sul governo Tory, accusandolo di aver rinviato l'attuazione di nuove norme di sicurezza anti-incendio in molti grattacieli e altri edifici residenziali, in primis la prevista installazione d'irrigatori a pioggia d'acqua. Mentre il cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, ha replicato mettendo in dubbio l'utilità degli irrigatori e tentando di scaricare le colpe solo sulla proprietà della torre, per aver installato pannelli isolanti infiammabili non a norma.

Corbyn insiste su requisizione case vuote  - Jeremy Corbyn, leader del Partito Laburista, insiste sulla proposta di ospitare gli sfollati della Grenfell Tower, distrutta dall'incendio killer dei giorni scorsi, nelle molte case londinesi lasciate sfitte da investitori che puntano su un mercato immobiliare altamente speculativo. "C'é un gran numero di appartamenti e proprietà lasciate deliberatamente vuote da gente con molto denaro nel quadro di quello che viene chiamato 'land's banking'", denuncia Corbyn intervistato nel talk show domenicale di Robert Peston sull'Itv. Poi elenca possibili azioni: "Occuparle, sottoporle a obbligo di vendita, requisirle. Ci sono molte cose che si posso fare e su cui, noi, l'intera società, dobbiamo riflettere". Il governo Tory, da parte sua, ha già risposto picche. E annuncia semmai l'invio di un proprio "team" per mettere di fatto sotto tutela il Consiglio locale di Kensington and Chelsea sulla distribuzione degli aiuti e la diffusione di informazioni, finora inefficienti secondo le proteste della gente. Mentre in un'altra intervista, il cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, ammette le falle e in particolare riconosce che i pannelli isolanti installati sul palazzo bruciati non erano a norma secondo la legge britannica. Ma difende come appropriati gli interventi dell'esecutivo dopo il disastro.

Almeno 58 morti nel rogo. Dopo proteste autocritica May - I morti nell'infermo della Grenfell Tower non potranno essere meno di 58, ma certamente saranno molti di più e ci vorranno settimane se non mesi per identificarli. Un trauma per la Gran Bretagna la cui oscura e spaventosa forza ha investito in pieno la premier Theresa May, obbligandola oggi ad un cambio di passo, un po' tardivo, di fronte allo shock delle contestazioni e della rabbia e del risentimento montanti, strappandole l'ammissione che l'aiuto alle famiglie colpite dalle fiamme "è stato insufficiente" e la promessa di una "inchiesta pubblica aperta e trasparente". La figura nera della torre ha fatto da sfondo all'amaro compleanno della regina Elisabetta, che per i suoi 91 anni 'ufficiali' ha cercato di mettersi in sintonia con "l'umore cupo" della nazione, dopo la successione delle stragi dell'Isis a Manchester e a Londra e poi il dramma dell'incendio Il capo delle operazioni di Scotland Yard, Stuart Cundy, è stato costretto ad arrendersi ancora una volta all'incertezza: 58 persone sono ancora disperse e si presume quindi che siano morte, con un balzo di 28 in più da ieri. I morti recuperati trasportati all'obitorio sono già 16. "La nostra attenzione si è concentrata su quanti erano nella Grenfell Tower. Tuttavia - ha ricordato il comandante Cundy - potrebbero esserci persone che erano presente là quella notte senza che altri lo sapessero "ed è prioritario stabilire chi fossero". "Oggi - è l'incipit del messaggio della sovrana alla nazione - è un giorno tradizionalmente di celebrazioni. Quest'anno, tuttavia, è difficile sfuggire al cupo umore della nazione. Nei mesi scorsi abbiamo assistito a una sequela di terribili tragedie". "Messo alla prova, il Regno Unito si è mostrato determinato di fronte alle avversità", ha proseguito Elisabetta, che ha osservato poi un minuto di silenzio prima dell'inizio di un 'mesto' Trooping the Colour, la parata in alta uniforme davanti a Buckingham Palace. Ma la sintonia col Paese che la regina oggi ha cercato l'ha decisamente persa in questi giorni la premier Theresa May, che si appresta a iniziare i difficili negoziati per la Brexit alla guida di un Paese diviso, senza un governo, confuso e ora anche pieno di risentimento. A ricordarglielo oggi un migliaio di persone ha marciato verso Downing Street urlando "May must go!" (May se ne deve andare), rimproverandole di aver gestito con freddezza, senza empatia e tardivamente la tragedia dello spaventoso incendio di North Kensington. Una freddezza che il pubblico ha notato anche in un'intervista, con risposte "da politico", alla trasmissione della Bbc 'Newsnight'. Mentre la gente protestava, May, nel suo ufficio al numero 10, riceveva una delegazione di persone sopravissute alle fiamme e al fumo e di volontari, al termine di una riunione della task force, da lei presieduta, alla quale ha partecipato anche il sindaco della metropoli, Sadiq Khan. Risultato: lo stanziamento di un fondo di 5 milioni di sterline e la promessa di rialloggiare chi ha perso la casa, all'interno del municipio di Kensington e Chelsea. May ha promesso un'inchiesta pubblica e aperta e trasparente, con le spese legali delle vittime e delle famiglie delle vittime pagate dal governo. "E' stato deciso - ha concluso la premier - che l'inchiesta pubblica farà capo a me personalmente e sarò io responsabile nel renderne effettive le conclusioni".

 

 

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