Francia: blitz a Montpellier, 'Sventato attacco imminente a Parigi'

Un kamikaze era pronto a farsi saltare: 'Prima nozze poi attacco'

A Montpellier era già tutto pronto: le nozze, l'esplosivo e il martirio. Nella Francia in stato d'emergenza quattro persone, tra cui un ventunenne convertito all'Islam e la compagna di sedici anni, sono stati fermati in un blitz dell'antiterrorismo. La retata ha "permesso di sventare un progetto di attentato imminente", ha detto il ministro dell'Interno, Bruno Le Roux. Di "minaccia estremamente elevata" ha parlato il premier, Bernard Cazeneuve. La retata è scattata alle sei del mattino, dopo che i giovani sospetti "avevano acquistato dell'acetone", sostanza ad alto potenziale esplosivo che può essere usato per fabbricare ordigni.

Nel covo del ragazzo che già nel 2015 tentò di arruolarsi in Siria è stato scoperto un "laboratorio da piccolo chimico", con 71 grammi di Tatp, lo stesso esplosivo utilizzato per gli attacchi di Bruxelles, ribattezzato la 'madre di Satana', oltre che acetone, acqua ossigenata, acido solforico e altre sostanze utilizzate nella preparazione di bombe artigianali. Tre giorni prima, l'8 febbraio, la compagna sedicenne convertitasi in tempi record alle tesi della guerra Santa aveva diffuso sui social network un video di lei mentre presta giuramento all'Isis. Per una coincidenza di calendario, la Corte costituzionale ha bocciato oggi un articolo della legge del 2016 che sanziona il reato di consultazione 'abituale' dei siti jihadisti. Motivo? "Limita la libertà d'espressione in modo sproporzionato". Attivissimi sul web, i due 'promessi sposi' della jihad avevano studiato il piano nei minimi dettagli. Dopo il 'si' con rito religioso, lui avrebbe dovuto immolarsi da kamikaze contro un sito turistico e lei sarebbe fuggita in Siria o in Iraq.

Simile modalità a quella di Hayat Boumedienne, la moglie di Amedy Coulibaly, l'attentatore dell'HyperCacher di Parigi, scappata in Medio Oriente cinque giorni prima che lui passasse all'azione nel gennaio 2015. Considerato una sorta di 'guida spirituale', il 'terzo uomo' di 33 anni è stato fermato a Marseillan, a sud di Montpellier. Era lui che stava procurando alla sedicenne un passaporto falso per raggiungere la Siria. Quanto al quarto uomo pare non c'entri nulla, era solo presente al fianco dell'altro al momento della retata. A tre mesi dalle presidenziali la tensione resta alta. Intervistato dalla tv belga, l'ex giudice antiterrorismo, Marc Trévidic, aveva messo in guardia sul rischio attentati durante la corsa all'Eliseo: "Sarà un anno spaventoso". Appena pochi giorni fa, un egiziano di 29 anni, Abdallah El-Hamamy, si è scagliato con due machete contro i militari a presidio del Louvre al grido di "Allah Akbar!". In serata è arrivata la notizia dell'uccisione di Rachid Kassim, l'ex rapper francese considerato nemico pubblico numero uno di Parigi. Francese convertitosi all'Islam sarebbe stato ucciso da un drone Usa a Mosul. E' considerato l'istigatore, attraverso le chat di Telegram, di diversi attentati, dall'assassinio di una coppia di poliziotti a Magnanville, all'uccisione di padre Jacques Hamel, fino al commando di donne che lasciò bombole di gas nell'auto parcheggiata a Notre-Dame. E chissà se non ci fosse il suo zampino anche tra i baby-jihadisti di Montpellier.

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