Uccisa mente strage di Dacca

Ritenuto legato all'Isis. Morirono anche 9 italiani

 Quasi due mesi dopo il brutale assalto di un commando al ristorante Holey Artisan Bakery di Dacca in cui furono uccise 22 persone, fra cui nove italiani, le forze antiterrorismo bengalesi hanno annunciato oggi di avere ucciso in una sparatoria Tamim Ahmed Chowdhury, la 'mente' che organizzò quell'attacco, insieme a due stretti collaboratori.
    Grazie, a quanto sembra, alla confessione di uno dei militanti arrestati del movimento Jana'atul Mujahideen Bangladesh (JMB), una unità della brigata antiterrorismo della polizia ha raggiunto prima dell'alba la cittadina di Narayanganj, a 30 chilometri dalla capitale, individuando Chowdhury ed i suoi due aiutanti in un appartamento di una palazzina di tre piani.
    Dopo aver visitato il luogo della sparatoria, il ministro dell'Interno bengalese, Asaduzzaman Khan Kaamal, ha rivelato che ai tre "è stata data una chance di arrendersi e di uscire con le mani alzate. Ma la loro risposta è stata il lancio di alcune bombe a mano insieme a raffiche di armi automatiche".
    E' stato a questo punto che è arrivato l'ordine di dare l'assalto al covo dei terroristi in una operazione, ha detto l'ispettore generale della polizia del Bangladesh, AKM Shahidul Hoque, che "è durata un'ora e non ha coinvolto alcun civile".
    Sulla testa di Chowdhury, 30 anni, ha ricordato da parte sua il capo della polizia anti-terrorismo bengalese, Monirul Islam, esisteva una taglia di 22.000 euro.

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