I quattro punti dell'accordo per evitare Brexit

Se vince Sì,nuova legge su welfare e future modifiche trattati

Per Matteo Renzi si tratta di un "buon compromesso". Per David Cameron, un testo che gli permette di "raccomandare il si al referendum". Ma ecco nello specifico quali sono i punti sui quali le istituzioni europee e il governo di Londra hanno faticosamente trovato un accordo al termine di un Consiglio Ue di due giorni, con circa 40 ore di negoziati pressoche' ininterrotti, pur di evitare la Brexit. Si tratta dei cosiddetti '4 panieri' sui quali il popolo britannico si esprimera' nel prossimo referendum del 23 giugno.
   

- FRENO DI EMERGENZA: Si accetta il principio che in situazioni eccezionali "la liberta' di movimento dei lavoratori puo' essere limitata". L'accesso al sistema di welfare puo' essere concesso gradualmente nell'arco di quattro anni (partendo da zero).
    Londra ottiene che il freno d'emergenza sia applicato per un massimo di 7 anni, ma non sia retroattivo. Gli assegni per i figli rimasti in patria saranno indicizzati sulla base del reddito del paese di residenza.

- COMPETITIVITA' - La Ue "fara' tutti gli sforzi per rafforzare il mercato interno e mantenere il passo per adeguarsi ai cambiamenti", in particolare "riducendo il carico amministrativo ed i costi" per le Pmi. La Commissione "respingera' la legislazione non necessaria".
    - SOVRANITA' - Londra ottiene che il concetto di "unione sempre più stretta" come obiettivo scritto in tutte le versioni dei Trattati non si applichi più alla Gran Bretagna nella prossima revisione del Trattato. I Parlamenti nazionali che rappresentano il 55% dei 28 (attualmente 16 paesi, ma il quorum dipende dalla grandezza dei paesi coinvolti) possono bloccare con un 'cartellino rosso' le iniziative legislative europee. E' il germe dell' Europa a doppio standard.
  

  - GOVERNANCE ECONOMICA - Assicura che i paesi dell'eurozona "rispettano" il mercato unico e gli interessi dei paesi che non ne fanno parte, i quali a loro volta "si astengono" dal porre il veto alla maggiore integrazione dell'Eurozona. Attualmente prevede la possibilità di "disposizioni specifiche nel single rulebook" anche sui requisiti prudenziali di banche, istituti finanziari e assicurazioni della City, ma impone il rispetto di "condizioni di parità nel mercato interno", ovvero senza allentamenti dei vincoli che potrebbero sfavorire gli altri. Le authority europee di controllo continueranno ad avere competenze anche sulla City.

    - PROSSIME TAPPE DOPO REFERENDUM: Il responso delle urne apre le porte a due scenari radicalmente diversi. In caso di vittoria della Brexit, si navigherà in mare aperto. Non vi sono precedenti, per cui il dibattito riguarderà piu' il diritto internazionale che quello comunitario. In caso opposto, cioè di via libera all'intesa di ieri, per quanto riguarda le parti dell'accordo su governance, finanza e rafforzamento unione, si tratta solo di implicazioni ai futuri cambiamenti dei trattati. Sul punto delicatissimo, invece, della riforma del welfare, che di fatto modifica alcune direttive e alcuni regolamenti Ue, la Commissione sara' chiamata a presentare un nuovo testo legislativo che poi' dovrà passare all'esame e del Parlamento europeo, nel ruolo di co-legislatore.
   

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