'Sparare sui migranti', ultradestra shock in Germania

Polemiche sulla leader Afd. Austria, rimpatri con aerei militari

Contro i migranti che tentino di entrare in Germania illegalmente la polizia "dovrebbe usare le armi da fuoco, se necessario": parola di Frauke Petry, l'intransigente leader del partito dell'ultradestra populista tedesca 'Alternative fuer Deutschland' che, cavalcando la tigre del malcontento per l'immigrazione, ha scalato i sondaggi collocandosi al terzo posto.

Una dichiarazione shock, quella di Petry, riportata in un'intervista al quotidiano Mannheimer Morgen e che ha già sollevato il prevedibile polverone di critiche e di polemiche. Secondo lei, "le guardie di frontiera devono fermare l'attraversamento illegale della frontiera e anche usare le armi da fuoco, se necessario. Lo prevede la legge". L'intervistatore le ha chiesto: C'è una legge in Germania che contiene l'ordine di sparare?". "Non ho usato il termine 'ordine di sparare'", ha risposto la leader di AfD, aggiungendo che "nessun agente di polizia vorrebbe sparare a un rifugiato. Non è che io voglia questo. L'uso delle armi è l'ultima ratio", ha precisato.

Il vicecancelliere socialdemocratico Sigmar Gabriel ha detto di avere "enormi dubbi" sul sostegno dell'AfD al "libero ordine democratico", chiedendo che il partito anti-Ue e populista sia affidato all'agenzia che in Germania controlla gli estremisti. Petry "si è persa per strada", ha commentato a caldo il capogruppo socialdemocratico al Bundestag, Thomas Oppermann, secondo cui la proposta della leader populista ricorda 'l'ordine di sparare' imposto alla polizia della Ddr e che l'ultimo politico tedesco che sparava a dei rifugiati era Erich Honecker, l'ultimo dei leader della Germania orientale.

Ma i commenti di 'Alternative fuer Deutschland' sono solo i sassi più grandi lanciati in uno stagno ormai in tempesta da tempo. Dopo l'apertura della cancelliera Angela Merkel ai migranti dello scorso autunno c'è stato lo shock delle molestie di massa e degli stupri la notte di San Silvestro a Colonia, che ha 'coronato' un 2015 in cui in Germania sono entrati circa 1,1 milione di profughi. AfD, pure accreditato al terzo posto, deve far fronte alla concorrenza del movimento anti-immigrati e anti-islamico Pegida. Questo mentre l'unione Cdu-Csu sta lentamente franando nei sondaggi: il 2% circa in meno in un mese, che colloca Merkel in una posizione scomoda, dalla quale, nelle ultime settimane, annuncia ogni giorno un nuovo passetto indietro dalla politica dell'accoglienza. Oggi ha dichiarato che i rifugiati ai quali si darà asilo dovranno essere rimandati a casa una volta che le guerra da cui scappano saranno finite.

Peter Altmaier, l'uomo a cui la leader del governo ha affidato la ricerca di soluzioni alla crisi dei migranti, ha annunciato un negoziato con la Turchia per deportare i migranti che compiano crimini: "Non significa - ha precisato Altmaier - rispedirli nei Paesi d'origine, dove infuria la guerra, ma piuttosto al Paese dal quale sono entrati nell'Ue". Merkel ha di recente detto che fra 60 e 80.000 richiedenti ai quali sarà negato l'asilo saranno rimpatriati entro un paio d'anni. E il ministro dell'Interno, Thomas de Mazière, ha detto allo Spiegel che la Germania non può accettare i migranti economici dopo che la cancelliera, pochi giorni fa, aveva fatto l'ennesima frenata: niente più rifugiati da Marocco, Algeria o Tunisia, ormai considerati Paesi "sicuri". Una 'lista' aggiornata oggi anche dalla vicina Austria, che ha fra l'altro annunciato che accelererà i rimpatri di chi non avrà i titoli per ottenere asilo anche con l'ausilio di aerei militari C-130.

Uno degli elementi più preoccupanti dell'incessante ondata di rifugiati dal Medio Oriente è quello dei bambini e dei minori che arrivano in Europa non accompagnati: proprio con loro ce l'avevano i neonazisti nel loro raid nel centro di Stoccolma, dopo lo shock dell'adolescente somalo che ha accoltellato a morte una cooperante svedese. Ma a fronte dei 26.000 minorenni entrati non accompagnati in Europa nel 2015, come stima Save the Children, Europol, l'agenzia della polizia Ue, riferisce che 10.000 bimbi immigrati sono "spariti nel nulla" nel Vecchio Continente. Soprattutto quelli non accompagnati, esposti quindi allo sfruttamento sessuale e al mondo della criminalità. "Non tutti sono finiti nelle reti di sfruttamento criminale: alcuni potrebbero essere stati affidati alla custodia di parenti. Semplicemente non sappiamo dove siano, cosa stiano facendo e con chi siano".

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