Usa 2016: fattore Iowa, spesso regala la nomination

Anche nel 2008 cavalcata di Obama partì dallo Stato del Midwest

Si parte dall'Iowa. Con i 'caucus' nel piccolo Stato del Midwest, l'America dà il via a quel lungo e articolato processo che è la scelta del suo presidente. Lunedì il primo voto, ma nella formula che è simbolo per eccellenza della democrazia dal basso di cui l'Iowa, che inaugura la stagione delle primarie, ne è emblema con le sue assemblee di cittadini che, a volte anche per alzata di mano, scelgono chi far proseguire nella corsa.

Il primo vero test quindi per i candidati - repubblicani e democratici - che da mesi si danno già battaglia a colpi di slogan, ma che ancora la voce della gente non l'hanno sentita.

Per questo da settimane sono tutti in Iowa in una maratona di eventi e comizi per convincere gi abitanti di questo piccolo Stato essenza dell'America profonda, che prendono molto sul serio il loro ruolo da battistrada tanto da essere considerati acuti osservatori. Vanno conquistati, e spesso uno per uno, incontrandoli nelle palestre delle scuole, in fattorie, in centri commerciali, nelle chiese. Eventi piccoli e piccolissimi per guardarsi negli occhi e scegliere il prossimo presidente degli Stati Uniti e Commander in chief.

Il termine caucus è mutuato dai nativi americani (significa 'consiglio') e il meccanismo è diverso da quello più formale delle primarie, utilizzato nella maggior parte degli Stati dell'Unione. Il voto non avviene nel segreto dell'urna ma si esprime con una firma su schede con stampato sopra il nome del candidato prescelto o anche per alzata di mano. Ogni assemblea sceglie il metodo da seguire. Una volta contati i voti, ogni caucus li trasmette alle strutture centrali del partito che li elabora e li diffonde ai media. Tutti possono partecipare alle assemblee, anche gli elettori di un partito diverso, cosa che non succede nelle primarie cosiddette 'chiuse'.

Perché se l'Iowa è solo la prima tappa delle primarie che attribuiranno la nomination a uno dei contendenti di ciascun partito da 'investire' poi ufficialmente alla convention in estate prima della sfida a due per la Casa Bianca, non di rado chi è stato in grado di conquistare questo Stato ha poi conquistato anche la nomination e poi la presidenza. La cavalcata trionfale di Barack Obama partì proprio da qui, con l'allora giovane senatore dell'Illinois che batté la favorita e molto più nota Hillary Clinton. L'attuale portavoce di Obama, Josh Earnest, fu responsabile della campagna proprio in Iowa e ricorda come fu allora, tra le strade più urbane come nelle contee rurali punteggiate da cartelloni con la parola 'Hope' (speranza) che si capì come Obama fosse capace di attirare l'interesse dei giovani. Fu lì, in Iowa, che si sentì per la prima volta il polso di quell'entusiasmo che caratterizzò la corsa di Obama fino alla Casa Bianca.

"Credo sia vero che se nel 2008 Barack Obama non avesse vinto nei caucus dell'Iowa avrebbe potuto non vincere la nomination e quindi la presidenza", ricorda oggi Earnest.
   

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