Onu: 69 casi abusi sessuali di caschi blu

22 nella Repubblica Centrafricana. Molte vittime sono minori

Sono 69 i casi di abusi sessuali commessi - con tutta probabilità - dai caschi blu nelle missioni di pace delle Nazioni Unite nel 2015: a rivelarlo è stato venerdì Anthony Banbury, rappresentante del segretario generale per il supporto sul campo delle missioni di peacekeeping dell'Onu.

Parlando con i giornalisti al Palazzo di Vetro, Banbury ha affermato che 22 di questi casi sono stati commessi nella Repubblica Centrafricana, dove tra le vittime ci sono anche numerosi minorenni. E dove l'Alto commissariato per i diritti umani ha individuato anche 6 casi commessi da soldati europei, di nazionalità "non chiara".

Il delegato Onu ha annunciato 4 nuovi casi di abusi sessuali su minori nella Repubblica Centroafricana che vedono coinvolti soldati e unità di polizia dell'organizzazione internazionale provenienti da Bangladesh, Congo, Niger e Senegal. Un'altra denuncia di violenza sessuale sempre su una minorenne riguarda invece un membro del contingente militare del Marocco dispiegato con la missione africana che precedeva la missione di pace Onu nel Paese.

Banbury ha spiegato che il segretario generale Ban Ki-moon in febbraio pubblicherà una relazione con i dettagli di tutte le denunce sporte a partire dal 2015, indicando anche i Paesi da cui provengono i soldati coinvolti. Tali informazioni, inoltre, verranno regolarmente aggiornate online.

Nel frattempo, l'Alto commissario Onu per i diritti umani, Zeid Raad al Hussein, ha reso noto che il suo personale ha scoperto nelle ultime settimane altri 6 casi di abusi sessuali su minori commessi da soldati europei nella Repubblica Centrafricana. "La nazionalità dei soldati accusati non è chiara", ha spiegato il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric. "Tre bambine intervistate da una squadra delle Nazioni Unite - ha poi precisato - hanno detto che i soldati farebbero parte del contingente Ue georgiano".

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