Parigi: portano in Germania le indagini sull'uomo ucciso in attacco a commissariato

Blitz della polizia tedesca in un rifugio per richiedenti asilo

   La polizia tedesca ha fatto irruzione, ieri, in un appartamento all'interno di un rifugio per richiedenti asilo nella città di Recklinghausen, nell'ovest della Germania, dove ritiene che abitasse l'uomo ucciso tre giorni fa in un assalto ad un commissariato di Parigi.

    La polizia del Nord Reno-Westfalia ha precisato in una nota, nella tarda serata di ieri, di avere agito in base a "prove concrete" ottenute dalle autorità di sicurezza francesi. I risultati del blitz devono ancora essere valutati con la controparte francese, ma non vi sarebbe alcuna prova di un piano per eventuali attacchi terroristici. Al momento, la polizia tedesca non vuole rivelare altre informazioni, per non nuocere alle indagini in corso.
   
Gli investigatori francesi stanno intanto ancora cercando di capire quali fossero le vere intenzioni dell'uomo, che, indossando una cintura esplosiva e brandendo un coltello da macellaio, è entrato in un commissariato di Montmartre, rimanendo ucciso.

    Il responsabile dell'indagine, Francois Molins, ha detto che su un pezzo di carta trovato addosso al cadavere è annotato un giuramento di fedeltà al Califfo e ha dichiarato che "la sua azione è collegata alle morti in Siria". L'uomo aveva addosso anche un telefono cellulare con una sim tedesca, ha aggiunto.

    L'attacco è avvenuto durante le commemorazioni in corso a Parigi a un anno dall'attacco di estremisti islamici al giornale satirico Charlie Hebdo in cui morirono 12 persone, tra cui alcuni noti disegnatori.    

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