Bruxelles, una domenica passa in trincea Tutto 'chiuso per Isis'

'Resistono' solo le cioccolaterie, strade deserte

C'è chi dice, ironicamente, che è difficile distinguere la 'serrata' anti-Isis da una domenica brussellese qualunque, e chi invece si accorge subito che non è un lento giorno festivo come gli altri. Basta fare un giro nei luoghi della domenica per eccellenza: sull'Avenue de la Toison d'Or, dove c'è uno dei cinema più grandi della città, dove la fila per acquistare i biglietti sconfina dall'edificio formando un lungo serpentone da risalire chiacchierando con il vicino, oggi si muovono solo le foglie del gelido autunno inoltrato.
    Nella piazza Jeux de Balles, casa del più grande mercatino delle pulci della città, ritrovo domenicale di amici e famiglie in cerca di occasioni e passatempo, oggi restano soltanto i piccioni. Solo la cioccolata 'resiste' al terrore: quasi tutte le cioccolaterie del centro sono aperte.
    E' difficile trovare qualcuno con cui parlare nelle strade, deserte, dove i pochi pedoni sono per la maggior parte poliziotti e soldati. Le aree più a rischio sono state cordonate: ci sono blindati e camionette che circondano l'area che va da Porte de Namur a Saint Boniface, il quadrato ritrovo dei brunch 'alternativi' della domenica, adiacente alla 'griffata' zona di Louise. A differenza di quest'ultima, completamente vuota perché la galleria del cinema e dei ristoranti ha la saracinesca abbassata da ieri, il locale simbolo di S.Boniface, L'Ultime Atome, è uno dei pochi fari in questa tranquilla domenica di paura. I clienti consumano le loro birre tranquilli, si sentono abbastanza al sicuro. Forse perché dalle vetrine si vedono almeno tre poliziotti armati a 'difesa' dell'area, oltre ai blindati che controllano chi entra e chi esce dalla zona.
    E' un assetto da guerra che si ritrova anche al Grand Sablon, dove le eleganti cioccolaterie, che ieri avevano chiuso, oggi hanno deciso di riaprire. "Abbiamo aspettano un po', poi abbiamo visto che la situazione era tranquilla e abbiamo riaperto", dice la commessa di Marcolini, la storica fabbrica del cioccolato belga. Ma il secondo piano è chiuso, così il personale si sente più tranquillo visto che, appena fuori dalla porta, un blindato e due soldati guardano a vista i clienti.
    Mentre i negozi sono tutti chiusi, tranne quei pochi di souvenir visto che in giro c'è solo qualche turista, i pub sono più indecisi. Anche il famoso 'triangolo delle bevute' di Saint Gery, poco distante dalla Grand Place, che deve il soprannome proprio alla concentrazione di birrerie in una sola piazzetta, è insolitamente silenzioso. La più famosa, nel vecchio mattatoio, è chiusa, e così la dirimpettaia che oggi ha rinunciato anche a farle concorrenza.
   

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