Il blitz del 16 novembre a Molenbeek

Nel quartiere arabo di Bruxelles si era procurato le armi anche Amedy Coulibaly, killer del supermercato kosher di gennaio

Due dei sette fermati tra sabato e domenica a Molenbeek, il quartiere arabo di Bruxelles, nell'ambito dell'inchiesta sui fatti di Parigi, sono stati arrestati con le accuse di 'attentato' e 'partecipazione attiva ad un gruppo terrorista'. Lo riferisce la procura federale. Tra i sette c'era anche il fratello di Salah Abdeslam, rilasciato questa mattina senza accuse.

Le forze speciali hanno lasciato l'area presidiata per tutta la mattinata, ma al loro posto sono giunte diverse auto civetta e la zona continua a essere delimitata per impedire l'accesso agli estranei.

La polizia federale belga ha chiesto ai media di non diffondere immagini in diretta dell'operazione in corso a Molenbeek "per la sicurezza di tutti". Il borgomastro di Molenbeek, Françoise Schepmans, ha intanto confermato che l'operazione è legata agli attentati di Parigi precisando inoltre che le detonazioni udite da alcuni testimoni oculari non sono state causate da armi da fuoco.

A Molenbeek strade vuote e moschea chiusa - VIDEO

 

Bruxelles base per il terrore in Francia -  Il Belgio comunque si conferma base di partenza e di rifornimento per il terrore che opera in Francia. A Molenbeek, da dove Salah è partito per andare a colpire a Parigi, si era procurato le armi anche Amedy Coulibaly. killer del supermercato kosher di gennaio (L'attacco a Charlie deciso via sms). I ministeri dell'Interno francese e belga hanno deciso da oggi di lavorare in modo congiunto, anche se i primi risultati non sono stati spettacolari.

In particolare, colpisce il fatto che alle 8 del mattino di sabato, pur fermato dalla polizia stradale a Cambrai - in prossimità del confine belga - per un controllo insieme con il fratello e un altro uomo, Salah non sia stato trattenuto per un clamoroso errore nonostante l'uomo risultasse da ore come colui che aveva noleggiato la Polo nera dalla quale erano sbarcati i tre kamikaze che hanno puntato i kalashnikov contro il pubblico inerme di giovani che ascoltavano un concerto rock al Bataclan.

Raggiunta più tardi, nella Golf passata tranquillamente al confine belga, c'erano ormai soltanto il fratello di Abdeslam e l'altro uomo. Il ricercato era svanito nel nulla. L'uomo aveva guidato la Seat nera dalla quale erano scesi i killer col kalashnikov a seminare vittime fra i ristoranti dell'est di Parigi, poi aveva depositato il fratello Brahim nel caffè di boulevard Voltaire dove - seduto al tavolo - si è fatto esplodere azionando la cintura da kamikaze. Poi aveva parcheggiato l'auto in banlieue, a Montreuil, dove il veicolo è stato ritrovato questa mattina con tre kalashnikov all'interno. In seguito era stato raggiunto dal fratello accompagnato da un'altra persona, partiti alle 3 del mattino da Bruxelles con una Golf.

Bandiera francese a mezz'asta anche a Molenbeek . VIDEO

 

Il puzzle dell'azione terroristica di venerdì comincia a prendere così forma: del primo gruppo di kamikaze, quello del Bataclan, si conosce da ieri il nome di Ismael Omar Mostefai, francese, 29 anni, un soggiorno in Turchia nel 2013. Del secondo, i tre kamikaze dello Stade de France, si conoscono Bilal Hadfi (viveva in Belgio e aveva combattuto in Siria con l'Isis) e Ahmad al Mohammad (presunto siriano entrato in Europa da rifugiato, ma la sua identità non è certa); nel terzo gruppo c'era il super ricercato Abdeslam Salah, il fratello Brahim morto suicida al ristorante, e forse un terzo uomo. 

 

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