La nuova geografia dell'Isis, dall'Iraq al Caucaso

Iraq e Siria sono, rispettivamente, il 'cuore' dell'organizzazione jihadista e un presidio strategico

L'organizzazione dello Stato islamico si propone, nella sua retorica, di ridisegnare i confini interni al mondo arabo-islamico abbattendo i confini nazionali "colonialisti". Ma, a parte alcune eccezioni, ha finora adottato la divisione amministrativa e internazionale preesistente al suo dominio in Iraq e Siria.
   Ci sono poi diversi gruppi che dall'Atlantico all'Asia Centrale si dicono affiliati all'Isis e che sono descritti come padroni di territori solo formalmente inglobati nel "Califfato". L'Iraq e la Siria rappresentano invece, rispettivamente, 'il cuore' dell'organizzazione jihadista, guidata da una leadership irachena, a partire dal suo 'califfo' Abu Bakr al Baghdadi, e un presidio strategico.

La Siria, col suo confine turco, rappresenta il centro di smistamento di jihadisti provenienti dai quattro angoli del mondo e offre la profondità territoriale necessaria al rafforzamento della presenza in Iraq. L'Isis ha abolito i "governatorati" siriani e iracheni con le "province", dette in arabo wilaya. Ma a parte alcuni casi, la divisione amministrativa è rimasta identica. Eccezione è per la wilaya dell'Eufrate, che riunisce parte dell'Est siriano con una zona dell'Ovest iracheno. E' la provincia che condensa la volontà propagandistica dell'Isis di far vedere che il confine siro-iracheno, definito dopo la Prima guerra mondiale, è stato abbattuto. 

In Siria, lo Stato islamico ha cambiato alcuni nomi: la regione di Hasake nel Nord-Est è ora la provincia Baraka (Benedizione); quella di Dayr az Zor è Khayr (Bene). Altrettanto ha fatto con le regioni a maggioranza sciite del Sud Iraq, riunite oggi nella mega-wilaya del Janub (Sud).

In Libia, una presenza ancora minoritaria di jihadisti sarebbe insediata, nelle carte diffuse dall'Isis, della wilaya della Cirenaica, in quella del Fezzan e nella wilaya della Tripolitania.
In Sinai, il gruppo di jihadisti locali ha rinominato il triangolo da loro controllato nel Nord-Est della Penisola come la wilaya del Sinai. Esiste, ma solo sulle mappe bianco-nere, anche una wilaya di Algeri e un'altra dell'Africa occidentale.

Nella Penisola araba invece parte dell'ala qaedista dello Yemen si è affiliata all'Isis nella wilaya dello Hadramawt. Sulla carta le altre divisioni amministrative yemenite sono state rispettate e solo il termine wilaya è stato introdotto.

In Arabia Saudita, i recenti attentati rivendicati dai jihadisti nella regione orientale sono stati marchiati a livello mediatico dalla wilaya del Najd.

L'ultima frontiera, nel Caucaso e in Iran, l'Isis dice di operare clandestinamente, rispettivamente, nella wilaya Qawqaz (Caucaso) e in quella del Khorasan, ai confini con l'Afghanistan.

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