• Siria: offensiva Russia-Iran su Aleppo,'70mila in fuga'

Siria: offensiva Russia-Iran su Aleppo,'70mila in fuga'

Siria: Kerry, in settimana incontro con Russia e paesi area. Israele, Hamas vuole ritorno ad attacchi suicidi. Netanyahu ferma costruzione altre barriere Gerusalemme

Almeno 70mila civili siriani - tra cui moltissimi anziani, donne e bambini - sono in fuga dalla regione di Aleppo, presa da giorni dal fuoco dei raid russi e dall'offensiva iraniano-siriana. Lo ha detto all'ANSA Zaidun Zubi, a capo dell'Unione siriana delle organizzazioni di soccorso umanitario. Zubi è stato raggiunto telefonicamente mentre si trova nel nord della Siria. "Ho potuto vedere con i miei occhi decine di villaggi nella zona a sud di Aleppo completamente svuotati. Ho visto centinaia di famiglie di sfollati in strada, fuggire a piedi o con ogni mezzo possibile", ha detto. "Sono almeno 70mila le persone in fuga", ha aggiunto. Le campagne a sud di Aleppo sono da 48 ore investite da raid aerei russi e dall'offensiva di terra delle truppe governative siriane sostenute da militari iraniani e dagli Hezbollah libanesi.

Hamas ha ordinato da Gaza alle sue cellule In Cisgiordania di riprendere gli attacchi suicidi. Lo ha appreso radio Gerusalemme da imprecisate 'fonti israeliane'. A Gaza intanto Hamas continua a sostenere ''la intifada'', ma si astiene ancora dal ricorrere al suo potenziale militare. Le fonti israeliane hanno detto a radio Gerusalemme che resta ancora da vedere se le cellule principali di Hamas in Cisgiordania, a Nablus e a Hebron, abbiano mantenuto la capacita' logistica di condurre attacchi suicidi. Ancora di recente, secondo l'emittente, i servizi di sicurezza palestinesi hanno neutralizzato a Hebron una cellula di Hamas che disponeva di armi e di risorse finanziarie. I suoi membri, secondo la radio, hanno confermato negli interrogatori che erano ''pronti a morire''

Il segretario di stato Usa John Kerry da Madrid ha chiesto oggi a israeliani e palestinesi di porre fine alla spirale di violenza "senza senso" che sta insanguinando la regione da due settimane. Kerry incontrerà nei prossimi giorni il presidente palestinese Abu Mazen e il premier israeliano Benyamin Netayahu.

"Vogliamo che torni la calma e che cessi la violenza" ha detto Kerry all'inizio di una visita ufficiale di un giorno in Spagna. Il segretario di stato Usa deve incontrare alla fine della settimana il capo del governo israeliano Netanyahou a Berlino e il presidente palestinese Abu Mazen in Giordania. Kerry ha precisato di volere concordare con i due leader misure di riduzione della tensione ed ha invitato le due parti alla moderazione, per evitare che la situazione degeneri.

Kerry ha annunciato inoltre che intende incontrare in settimana in Europa i rappresentanti di Russia, Arabia Saudita, Giordania e Turchia per parlare della crisi siriana. Il segretario di stato Usa ha parlato della responsabilità di "tentare di evitare la distruzione totale e completa della Siria" che fra l'altro aggraverebbe anche il flusso di profughi verso l'Europa. "Il livello di emigrazione verso l'Europa è pericoloso" e difficile da assorbire, ha detto Kerry, avvertendo che "c'è il rischio reale che arrivino ancora più profughi se la violenza continua" e che ci sia una "implosione" dello stato siriano.

Netanyahu ferma costruzione altre barriere Gerusalemme - Il premier Benjamin Netanyahu ha ordinato lo stop al posizionamento di altre barriere rimuovibili a Gerusalemme come quella eretta tra un rione arabo e uno ebraico. Lo scrive Times of Israel spiegando che la decisione è arrivata dopo le numerose critiche alla barriera come una divisione de facto dell'unità della città.

Israele convoca ambasciatore francese per Spianata - Il ministero degli affari esteri israeliano ha convocato l'ambasciatore francese in Israele Patrick Maisonnave in quello che è stato definito un "confronto aspro" dopo la proposta francese di osservatori internazionali sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme. Lo ha fatto sapere in portavoce del ministero Emmanuel Nahshon. Nel colloquio Israele ha ribadito la sua netta contrarietà - come già detto dal premier Benyamin Netanyahu - alla proposta francese. "Israele si oppone - ha spiegato Nahshon illustrando quanto detto a Maissonave - ad ogni mossa che non sia coordinata e avanzata senza la sua partecipazione in temi che riguardano i suoi vitali interessi". L'ambasciatore francese - secondo Nahshon - ha obiettato che il suo paese sta passando in rassegna idee su quello che ha definito " uno stallo continuo nel processo di pace".

 

 

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