Terremoto Nepal, il diario dell'inviata ANSA a Kathmandu

Maria Grazia Coggiola è arrivata nella città poche ore dopo il sisma che ha devastato il Paese

L'inviata dell'ANSA, Maria Grazia Coggiola, è riuscita ad arrivare a Kathamandu poche ore dopo il devastante terremoto che ha colpito il Nepal.   

NIENTE SCALATE SULL'EVEREST
(29-04-2015 ORE 07:04)
A causa delle valanghe causate dal terremoto di sabato in Nepal, per il secondo anno consecutivo non ci saranno scalate sull'Everest. Le agenzie che organizzano le spedizioni hanno detto che gli alpinisti e gli sherpa hanno ormai lasciato il versante nepalese della montagna, dopo le slavine che hanno colpito il campo base causando 18 vittime. La 'finestra' di beltempo, ideale per raggiungere la cima, e' quest'anno tra il 10 e 12 maggio e ora e' ormai troppo tardi per tentare la scalata. Lo scorso anno la stagione era stata cancellata a causa di una valanga che aveva ucciso 16 sherpa nepalesi, incaricati di attrezzare una via su un ghiacciaio. Nonostante la tragedia, team di alpinisti da tutto il mondo erano tornati in Nepal approfittando dell'estensione della validita' dei costosi permessi.

OLTRE 10 TEAM STRANIERI CERCANO SUPERSTITI
(29-042015 ore 06:49)
Oltre dieci team di soccorso stranieri, giunti a Kathmandu, stanno assistendo i militari nepalesi in una corsa contro il tempo per salvare i superstiti ancora intrappolati sotto gli edifici crollati nel sisma di sabato. Diverse persone, tra cui un neonato di quattro mesi, sono stati trovati ancora vivi ieri. Un giovane di 28 anni, Rishi Khanal, e' stato recuperato a Gongabu, alla periferia della capitale, da una squadra franco-nepalese, dopo 82 ore dalla tragedia. Mentre il quotidiano Republica oggi riferisce di un ventenne, John K.C., intrappolato al secondo piano di un hotel ed estratto vivo dai soccorritori della Armed Police Force (Apf) grazie all'aiuto di team da Cina e Turchia. Il neonato e' invece stato trovato nella sua abitazione crollata a Bhaktapur, una delle citta' storiche della valle di Kathmandu. Il piccolo e' all'ospedale con diverse ferite, ma e' fuori pericolo. I team stranieri, provenienti da India, Sri Lanka, Cina, Turchia, Olanda, Polonia, Germania, Francia, Israele, Malaysia e Giappone, sono dislocati nella valle di Kathmandu. Un team britannico e' invece al lavoro nel distretto di Sindhupalchowk, il piu' colpito con un bilancio di 1.400 morti. I team medici di nove paesi sono invece impegnati nel trattamento dei feriti negli ospedali e nelle tendopoli.

PREMIER KOIRALA, 'SIAMO UN PAESE CON POCHI MEZZI'
(28-04-2015 ore 17:48)
"Siamo un Paese con pochi mezzi, ma con l'aiuto della comunita' internazionale riusciremo a risorgere". Lo ha detto oggi all'ANSA il premier nepalese Sushil Koirala in un breve incontro al termine di un discorso alla nazione. Nel suo intervento in diretta, il primo ministro ha ringraziato 15 nazioni che hanno offerto assistenza e ha promesso che tutte le strutture del governo sono impegnate nell'emergenza.
 
UN MILIONE I SENZATETTO 
(28-04-2015 ore 6:53)
 Sono circa un milione i senza tetto dopo il terremoto che ha colpito il Nepal sabato scorso. Sono le stime del ministero dell'Interno riferite oggi dal quotidiano The Himalayan Times. Secondo il Centro nazionale delle operazioni di emergenza (Neoc), circa 6,6 milioni di persone sono state colpite in varia misura dal sisma in 34 distretti. Diverse localita', nelle vallate piu' remote, sono ancora isolate e non sono state raggiunte dai soccorsi. Il governo stima inoltre che ci siano 400 mila edifici distrutti. Per i soccorsi sono a disposizione 13 elicotteri, tra cui tre inviati dall'India, che sono impegnati a trasportare i feriti negli ospedali di Kathmandu.

"COSì LA TRAGEDIA CHE HA UCCISO RENZO E MARCO" 
(27-04-2015 ore 15)
"Ho sentito un boato dietro di me e poi ho visto una nube che scendeva spinta da un vento spaventoso. Mi sono messa a correre, ma sono stata investita da una pioggia di pietre e neve": Iolanda Mattevi, trentina di 52 anni, ha raccontato all'ANSA come è miracolosamente sopravissuta a una slavina che sabato ha ucciso i due amici Renzo Benedetti e Marco Pojer nel nord del Nepal. L'incidente è avvenuto a circa 3.500 metri di quota sul sentiero del Langtang Trek, a nord di Kathmandu. Insieme all'amico Attilio Dantone e alle due vittime, era arrivata in Nepal agli inizi di aprile per una viaggio "che aveva sempre sognato". La donna si trova ora in un ospedale con un avambraccio e un dito fratturato. I medici hanno detto che le sue condizioni non sono gravi, ma dovrà rimanere per un po' di tempo sotto osservazione. "Renzo e Marco avevano fatto una deviazione per portare delle medicine a un'anziana nepalese che conoscevano - ha raccontato ancora - e quindi ci avevano detto di continuare a camminare perché poi ci avrebbero raggiunti successivamente". Insieme ad Attilio aveva quindi raggiunto un punto di ristoro sul sentiero e stava bevendo un te' quando è arrivata la scossa di terremoto che ha fatto franare la montagna. "I nostri amici sono stati presi in pieno - racconta Attilio, che è guida alpina e gestisce un rifugio nella valle di Cembra - io invece ho trovato scampo sotto una roccia e così sono sopravissuto". I due escursionisti sono arrivati stamani con un elicottero dell'esercito nepalese dopo aver passato tre giorni in un campo per sfollati a Langtang. Nell'incidente sono morti anche tre nepalesi che li accompagnavano: lo sherpa Sangha, 26 anni, padre di una bambina; il cuoco Prem, 48 anni e quattro figli, e l'aiuto cuoco Dawa, anche lui padre di alcuni bambini.

BLOCCATI 200 ALPINISTI SULL'EVEREST
(2015-04-27 ore 08:37)
Almeno 200 alpinisti e guide nepalesi sono bloccati sul monte Everest per le valanghe causate dal terremoto. E' la stima del direttore dell'associazione Himalayan Guides Treks, Iswari Poudel, riportata dal quotidiano The Himalayan Times. "Piu' di 120 sono intrappolati al campo base due - ha precisato - mentre un' ottantina di scalatori specializzati nelle ricerche in alta quota sono impegnati nei soccorsi". Ieri circa 70 feriti sono stati trasportati a valle e trasferiti con gli elicotteri in diversi ospedali a Kathmandu.

EMERGENZA SFOLLATI, ANCORA NESSUN SOCCORSO
(2015-04-27 ore 08:20)
Decine di migliaia di sfollati hanno passato la seconda notte all'addiaccio a Kathmandu e negli altri centri della vallata colpiti dal sisma di sabato. Le autorita' nepalesi non sono riuscite ad organizzare per ora la distribuzione di acqua, cibo e generi di prima necessita'. Molte famiglie, tuttavia, si sono attrezzate con mezzi di fortuna, portando da casa tende, materassi e il necessario per cucinare. C'e' pero' il timore del diffondersi di malattie per la mancanza di servizi igienici e della raccolta della spazzatura e nella maggior parte della capitale manca ancora la corrente elettrica e quindi molti servizi, come i telefonini e bancomat sono fuori uso. Internet e' stato ripristinato soltanto stamane. L'aeroporto, intanto, e' stato preso di assalto da decine di turisti stranieri, soprattutto vacanzieri indiani, ma anche diversi europei che sono in lista di attesa per rientrare. L'India ha organizzato dei voli speciali per evacuare i connazionali. Nella notte si sono ridotte le scosse di assestamento e quindi diversi nepalesi sono ritornati ai posti di lavoro stamane in auto e in moto. A Durbar Marg, popolare area commerciale, circolano dei taxi e dei riscio' a pedali, mentre alcuni spacci e trattorie hanno riaperto.

SCOSSA FORTISSIMA, SCAPPATI DALL'HOTEL
(2015-04-26 ore 09:46)
 "Una scossa fortissima. Siamo scappati tutti fuori dall'hotel Annapurna. La gente gridava e il pavimento dondolava come se si fosse sull'acqua". Questo il messaggio via Whatsapp dell'inviata dell'ANSA a Kathmandu subito dopo la nuova terribile scossa di terremoto in Nepal.

TURISTI ITALIANI 'VIVI PER MIRACOLO'
(2015-04-26, ore 08:48)
"Siamo vivi per miracolo. Abbiamo visto i templi e il palazzo reale di Durbar Square afflosciarsi davanti ai nostri occhi come tasselli di un domino". Lo ha detto all'ANSA una coppia di italiani, Roberto Spiritelli e Marusca Cordini, che ieri sono scampati alla scossa che ha devastato il Nepal.

KATHMANDU DEVASTATA, STRANIERI IN FUGA
(2015-04-26, ore 08:33)

Kathamandu si è risvegliata oggi in un clima surreale dopo il terremoto di ieri che ha messo in ginocchio il Nepal. Il bilancio delle vittime sfiora i 2000 morti, 721 nella sola capitale, e supera i 5000 feriti. Nei giardini pubblici, nelle piazze e lungo le strade si vedono gruppi di persone accampate in tende improvvisate o distese su dei materassi in attesa di soccorsi che per il momento mancano quasi totalmente. Molte centinaia di persone, la maggior parte turisti, sono ammassate in attesa di fuggire nella hall dell'aeroporto internazionale Tribhuvan di Kathmandu che ha riaperto stamane ai voli commerciali. A mano a mano che ci si avvicina al centro storico, emergono le macerie di templi storici e di vecchi edifici dal tetto di latta. Il muro di cinta dell'ex palazzo reale - che oggi ospita il governo - è crollato in diversi punti ed è visibile il giardino al suo interno. Il governo ha preparato un primo elenco dei gravi danni ai monumenti che formano parte della storia stessa del Nepal. Si tratta della torre Dharhahara (Bhimsen Stambha) di nove piani e 62 metri, completamente distrutta e di quattro monumenti storici sulla Basantpur Durbar Square di Kathmandu, fra cui il Kasthmandap temple. Inoltre è venuto giù il Gorkha Palace di Kathmandu, una parte (Guhyeshwari Gajur) del Pashupatinath Temple, il Jaisi Dewal nel Kohiti Tole della Durbar Square di Kathmandu, i templi Hari Shankar e Uma Shankar della Durbar Square di Patan ed infine il Kalmochan Temple di Thapathali nella Valle di Kathmandu. Anche di fronte al popolare hotel Annapurna, uno dei più vecchi alberghi della capitale, diversi clienti hanno portato in giardino sedie e poltrone su cui hanno passato la notte. E' l'unico posto dove c'è una connessione internet. Tutte le attività commerciali sono paralizzate e nella maggior parte degli hotel manca la corrente elettrica. Fermi anche i trasporti pubblici, mentre soltanto qualche taxi privato è disponibile per chi vuole raggiungere l'aeroporto. 

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