Spari a bus Fenerbahce, Turchia ferma campionato

Vice-presidente club: "non giochiamo finché non sarà fatta luce"

 Il calcio turco si ferma. Sotto choc dopo l'attacco armato al pullman del Fenerbahce nella tarda serata di sabato dalla trasferta vittoriosa 5-1 sul campo del Rizespor, a Trebisonda e dopo gli attentati che hanno colpito al cuore la società civile, la federcalcio della Turchia ha deciso lo stop delle partite per una settimana: nessun giocatore della squadra è stato colpito, ma il conducente è rimasto gravemente ferito, per questo il club di Istanbul aveva già chiesto e ora ottenuto la sospensione delle gare. L'aggressione è avvenuta su una strada nei pressi di Trebisonda, sul Mar Nero: il pullman trasportava 40 persone fra giocatori e staff ed era diretto verso l'aeroporto della città per imbarcarsi per Istanbul. Nei filmati mostrati dalle tv turche si scorgono almeno tre fori di proiettile sul parabrezza del mezzo e tracce di sangue dell'autista ferito. In alcune immagini si vede l'autista che sanguina dalla testa mentre cerca aiuto. I portavoce del Fenerbahce hanno confermato che l'autista è stato trasportato in ospedale e che nessun altro è rimasto ferito. Non è ancora chiara la natura dell'attacco: i fori mostrati in tv sono compatibili sia con tre spari distinti sia con i pallettoni di un fucile a pompa. E lo stesso governatore della provincia di Trebisonda, Abdulcelil Oz, che inizialmente aveva parlato di una sassaiola, ha dovuto correggere la sua versione, ammettendo gli spari. Il Fenerbahce, che aveva chiesto la sospensione del campionato, minaccia di non scendere in campo finché gli autori dell'attentato non saranno arrestati. Da parte sua, invece, la Federcalcio turca assieme all'Unione dei club ha annunciato al termine di una riunione straordinaria d'aver deciso di posticipare tutte le partite del massimo campionato di una settimana come forma di protesta contro l'attacco la pullman del Fenerbahce. Il capo della federazione Yildirim Demiroren Said, ha detto di essere contrario allo stop definitivo del campionato perche' ''sarebbe un premio per i colpevoli'' dell'attentato. "Crediamo che l'incidente sia un atto terroristico - ha aggiunto Demiroren - abbiamo preso questa decisione perché diamo importanza all'aspetto psicologico dei giocatori''. Per il numero uno dell'Unione che rappresenta i club turchi, Goksel Demirdag si è trattato di ''un attacco allo sport turco. E 'stato un atto contro tutti i colori". Secondo il vice presidente del Fenerbahce Tolga Deniz Aytore l'attacco è stato un "attentato'' e un ''atto di terrore" che avrebbe potuto uccidere 41 giocatori e i dirigenti-accompagnatori del club presenti sul pullman. "Non abbiamo intenzione di giocare fino a quando non venga fatta luce su quanto accaduto - ha aggiunto Aytore - giocare a pallone non è tutto quello che importa quando è in gioco la vita dei giocatori''

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