di Redazione ANSA
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Menarini premia le storie di atleti che vanno oltre lo sport

Sudore e coraggio, fair play per essere campioni nella vita

Quattro storie nelle quali si sovrappongono pezzi di vita e di sport, coraggio e paura, sconfitte e vittorie e che si declinano forse con un'unica parola: forza

Chiudi gli occhi, li riapri, e ti accorgi che soltanto tre millimetri possono cambiarti la vita. Uno spazio minino che è vero può fare la differenza e farti anche perdere nello sport, ma una distanza enorme nella vita, specie se quei tre millimetri ti portano a scegliere di andare lontano da casa. Così lontano che Niccolò riesce a riscoprire se stesso, e l'amore di Petra (la sua fidanzata); ma soprattutto la forza di ricominciare, grazie a uno sbaglio di un 'soffio'.

'Vietato dire che non ce la faccio': non solo un motto ma un modo di vivere per Nicole, con il "vento contrario" e quindi con la necessità di spingere un po' di più degli altri per ottenere gli stessi risultati; grazie al suo impegno e a una sana 'fatica' è riuscita a farcela, dedicando le vittorie alla sua 'amata' nonna che - come dice - porta sempre con se' nel suo cuore.

C'è chi, poi, sarebbe potuto essere un campione nell'equitazione ma che purtroppo deve abbandonare quello sport, quando un male glielo impedisce. Un campione però, Giacomo, lo diventerà lo stesso: lascia la sella per dedicarsi al canotaggio; e con quei remi in mano si scopre un nuovo talento. Per lui è una rinascita dalla malattia: trova una forza, diversa, che lo spinge oltre ogni difficoltà e gliele fa superare arrivando, pochi mesi dopo aver intrapreso la strada del canotaggio, a far segnare il terzo tempo a una gara nazionale e il secondo posto ai campionati italiani.

Il racconto di Rudisha invece ci porta dritto all'oro di Rio 2016; è il campione degli 800 metri di quelle Olimpiadi ed è riuscito ad allenarsi, e a sfuggire alle violenze di una parte dell'Africa, grazie ad un allenatore speciale: un prete missionario irlandese che da anni si dedica alla preparazione atletica dei corridori kenyani.

Queste quattro storie che si declinano forse con un'unica parola: forza. 

Niccolò Campriani (tiratore e vincitore di tre medaglie d'oro alle Olimpiadi), Nicole Orlando (atleta paralimpica), Giacomo Perini (canottiere), e David Rudisha (corridore) sono molto più che un esempio: sono il simbolo della rinascita. Ed è seguendo l'orizzonte disegnato da questi 'campioni' che nasce il 'Premio Fair play Menarini', per consentire a tutti di "sognare un mondo migliore" che abbia come "modello di riferimento" la gente che ce la fa "onestamente", chi tende la mano allo sconfitto e chi "raggiunge i grandi traguardo col sacrificio e senza facili scorciatoie". Con l'obiettivo di rendere, se possibile, quel sogno sempre più reale.

Nella ventunesima edizione del premio sostenuto dal Gruppo farmaceutico fiorentino, nel corso di due giorni di appuntamenti prima a Firenze e poi a Castiglion Fiorentino (Ar), sono stati premiati i vincitori di quest'anno, insieme con le 'vecchie glorie' del Fair play.

Quattro storie di fair play per essere campioni nella vita


Le 'Volpi rosse'

Esemplare è quello che riescono a fare le 'Volpi rosse Menarini' con la palla a spicchi: la squadra di basket in carrozzina, che nel 2015 ha compiuto 10 anni, riesce infatti a partecipare sia al campionato di serie B che alle giovanili nazionali; ne va fiero il suo capitano Gennaro Giustino, e sono motivo di orgoglio per Lucia Aleotti, presidente del Gruppo Menarini e Ennio Troiano, direttore risorse umane.
"Siamo legati ai valori dell'etica dello sport, della sana competitività, ed è per questo che Menarini ha deciso di seguire questo premio e di sposorizzarlo - ha osservato la presidente del Gruppo Menarini, Lucia Aleotti - i vincitori hanno in comune questa etica del comportamento e il rispetto dell'avversario che non significa non essere forti nella competizione ma che vuol dire non cercare scorciatoie. Il mondo della farmaceutica è un mondo molto severo; in fondo al nostro percorso c'è sempre un malato che ha bisogno di un farmaco efficace, e non è possibile cercare delle scorciatoie. Per farlo - ha continuato - è necessario lavoro e investimenti, e in fondo quando la partita si vince ci sono tanti malati che riescono ad avere una vita migliore".
"Celebriamo i valori dello sport e del fair play - ha osservato proprio Troiano - così come gli atleti premiati, che hanno fatto della trasparenza, dell'impegno, e del sudore, i propri principi fondanti anche i nostri ricercatori, in gran parte giovani e appassionati, possono contare solo sul loro talento, sulla passione e sul rispetto delle regole. Non ci sono scorciatoie - ha proseguito - perché in fondo al nostro lavoro ci sono pazienti che hanno bisogno di cure efficaci. Menarini intende realizzare il 'sogno' di rendere concreto il concetto di fair play; vogliamo perseguire questo 'sogno' per ricordare a tutti quali sono i valori veri dello sport, che non sono così dissimili da quelli della vita".


Le Volpi rosse, il quintetto della tenacia


Impegno, sudore e solidarietà

A vincere, per lo sport e la solidarietà, una donna: Yelena Isinbayeva, campionessa olimpica e prima donna a valicare la 'barriera' dei cinque metri nel salto con l'asta. E' riuscita a migliorare per 28 volte il record del mondo; ed ora è membro della commissione atleti del Cio. Anche il calcio viene premiato per il fair play. C'è Fabio Pisacane - calciatore del Cagliari, ambasciatore della Fifa, autore di una biografia dal titolo rappresentativo 'Non bisogna mollare mai' - che è convinto quando dice ai ragazzi che "tutti ce la possono fare" e che "non devono mai lasciare la scuola". Riesce a sconfiggere la malattia, la sindrome di Guillain-Barré; diventa 'eroico' nell'ambiente il suo gesto di denunciare una partita truccata nella stagione 2010-2011, quando era in forza alla Ternana. E c'è poi l'ex campione croato del Milan e ora vicesegretario generale della Fifa, Zvonimir Boban, cresciuto nel clima 'acceso' di quella che allora era la Jugoslavia e protagonista di 'gesti' storici per il suo popolo rischiando il carcere e di perdere di tutto, non soltanto la sua carriera; nella quale invece è riuscito a portare la nazionale croata al terzo posto ai Mondiali del 1998 e a vincere quattro scudetti con i rossoneri e la Coppa Campioni.


Niente scorciatoie, impegno e sudore tutti i giorni


I premiati di quest'anno

Tutti i premiati di quest'anno: Fabio Pisacane, Fair Play; Knut Knudsen, Carriera nel Fair Play; Zvonimir Boban, Sport e vita; Franz Klammer e Niccolò Campriani, Personaggio mito; Yelena Isinbaeva, Fair Play e Solidarietà; Ivan Zaytsev, Francisco e Niccolò Porcella, Premio Speciale Sustenium energia e Cuore; Jarno Trulli, Lo sport oltre lo sport; Federico Pellegrino, Modello per i giovani; David Rudisha, Fair Play per la Pace; Matteo Marani, Narrare le emozioni; Nicole Orlando, I Valori sociali dello sport; Fabrizio Donato, Una Vita per lo Sport; Sara Anzanello, Fair Play Modello di Vita; Sofia Goggia, Promozione dello Sport; Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, Premio speciale Fair Play e Coraggio; Matteo Tanganelli e Giacomo Perini, Premio Speciale Fiamme Gialle Studio e sport.


Fair Play

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