di Alessandra Magliaro
ANSA MagazineaMag #96
Ha cambiato la società

Il femminismo spiegato a mia figlia

Ha cambiato la società

  Femminismo, questo sconosciuto. La generazione Z, quella dei nativi digitali e di YouTube, ne ignora il significato e non lo studia a scuola, come accade del resto a buona parte della storia contemporanea. I più fortunati arrivano al suffragio universale del 1945. Eppure, dice Emma Bonino, tra le protagoniste delle battaglie degli anni '70, ''è impossibile non dirsi femministe''.

  Immaginiamo allora che le ragazze e i ragazzi di oggi non sappiano cosa sia stato il femminismo per la semplice ragione che, nel migliore dei casi, è ormai nel loro dna, trasferito dai genitori ed è difficile per loro capire che c'è stato un tempo diverso, in cui le donne non votavano o non avevano la stessa potestà sui figli. Provare a dirglielo produce lo stesso effetto stupito del raccontargli che un tempo si telefonava solo da casa e con un apparecchio fisso collegato con il filo alla presa o si andava alla cabina telefonica in strada usando una cosa chiamata gettone.

Verso un nuovo femminismo

Trump Protests

   Essere consapevoli di cosa sia stato il movimento femminista per l'emancipazione della donna e per la sua 'liberazione', soprattutto alla luce dei risultati sociali che ha avuto il merito di generare, al di là della cronaca di quegli anni davvero lontani, è invece importante. Ed è tanto più importante ora perché, come spiega Dacia Maraini, ''le conquiste, i diritti acquisiti non sono per sempre'' è un principio che vale per tutto. La storia inutilmente prova ad insegnarcelo da sempre.

  E non a caso negli ultimi mesi in tutto il mondo le donne sono tornate a scendere in piazza, come il 26 novembre nel giorno di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne (Non una di meno), il 21 gennaio a Washington durante l'insediamento del nuovo presidente americano Donald Trump con la Women's March che è stata la marcia di protesta più affollata della storia Usa. E di nuovo l'8 marzo 2017, una data tornata ad essere l'appuntamento delle donne per manifestare: chissà, magari con le ragazze e i ragazzi di oggi.


Femminismo, istantanee dal Movimento degli anni '70

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Perchè il femminismo fu la vera rivoluzione in Italia

Manifestazione femminista in Italia negli anni '70

Restando solo in Italia e senza allontanarci troppo dagli anni cruciali, il movimento sull'onda dell'americano Now (National Organization Women) del '68, coalizzò le donne in scuole, università, fabbriche e non solo, intorno alla battaglia contro la società maschilista di allora per riconoscere all'altra metà del cielo la parità con l'uomo in tutti i campi, dal lavoro alla famiglia.

L'elenco delle conquiste che si devono al Movimento sono impressionanti e hanno fatto dire a qualcuno se ci fu in quegli anni una vera rivoluzione fu quella femminista. Nonostante tutto:  dalle estremizzazioni contro i maschi agli antagonismi violenti, dalle divisioni all'interno degli stessi collettivi femministi alle contrapposizioni persino sul modo di vestirsi o truccarsi che hanno dato, soprattutto a posteriori, un'immagine negativa che il movimento femminista ancora sconta.

  A quell'impegno fatto di cortei, sit in, detenzioni, raccolta firme, mobilitazioni a tutti i livelli si devono le spinte più forti per il nuovo diritto di famiglia (1975) con la parità giuridica dei coniugi, con la patria potestà dei figli ad entrambi, l'eliminazione della dote (a scriverlo oggi sembra medioevo ma era 40 anni fa), la legge (1970) e il referendum sul divorzio (1974) , la legge sull'aborto (1978), l'adulterio della donna non più considerato reato e il diritto alla separazione se l'adultero è il marito (furono le prime vere conquiste, correva l'anno '68), la liberazione sessuale, il diritto alla 'pillola' anticoncezionale (autorizzata nel '76). Su un piano più privato il femminismo è stato un movimento rivoluzionario per l'autostima delle donne e la consapevolezza di se stesse.

Non è poco ma quel che è più importante è che da quelle conquiste, che sono di tutti, la società, sul piano della parità dei sessi, da 40 anni è in marcia. Il cambiamento è dentro di noi, adulti consapevoli che non vogliono tornare indietro e giovani inconsapevoli di un pre e di un post. Ma ancora non compiuto: le violenze sulle donne e  i femminicidi sono lì a testimoniare questa resistenza al cambiamento. 


Emma Bonino, come possiamo non dirci femministe?

Emma Bonino alla conferenza sulla messa la bando delle mutilazioni genitali femminili, 30 gennaio 2017

Emma Bonino, che non ha perso l'energia di quegli anni in cui era in prima fila nei cortei, nel documentario Femminismo! di Paola Columba, finalista ai Nastri d'argento 2017, dice: ''le voglio conoscere queste ragazze che dicono di non essere femministe. Abbamo lottato per le pari opportunità, questo è stato il femminismo, mettere in soffitta gli stereotipi uomini/donne, come possono non dirsi femministe?''. Forse le giovani donne di oggi danno per acquisite certe conquiste, le considerano per sempre e hanno altri 'demoni' come il lavoro e la vita precaria, ma questo ''sarebbe un grave errore perchè la storia insegna su questo argomento e su altro che nessuna conquista è per sempre'', dice Dacia Maraini che nelle scuole da anni si dedica con grande passione a questi argomenti convinta lei, come tanti altri del resto, ''che è proprio l'educazione alla relazione tra i sessi il primo e più importante obiettivo: far crescere bambini e bambini nella diversità dei sessi e nell'uguaglianza dei diritti e delle opportunità''.
Guardando indietro sappiamo che tantissimo è stato fatto, ma ciò nonostante la strada appare lunghissima nel pubblico del gender gap economico, di potere e di rappresentanza e nel privato, ora che pubblico e privato non sono più coincidenti come in quegli anni di lotta in piazza. La scia di sangue dei femminicidi non fa che sbatterci in faccia quanto ancora ci sia da fare nella lotta per la parità dei sentimenti, delle relazioni interpersonali e dentro le famiglie, anche banalmente nella divisione dei compiti domestici.

Se, come ricorda la Maraini, il 90% delle violenze non viene denunciato e se lo sfuggire di mano, la perdita di possesso - sia una separazione o altro - può produrre le inaudite violenze degli uomini in una strage di donne che non sembra aver fine, ecco che al di là delle etichette e degli stereotipi il femminismo è una lotta necessaria anche oggi. ''Persino più oggi di allora se abbiamo gli stessi problemi di 30 anni fa e rischiamo di vivere in una Italia peggiore di allora, con una legge 194 perennemente sotto assedio, con la ripresa degli aborti clandestini e con i diritti non più acquisiti''. Non c'è più da gridare in piazza 'le streghe son tornate' perchè - è una riflessione del post e quindi vale a metà - proprio di quell'accezione negativa abbiamo fatto le spese, ma certo che degli stereotipi non ci siamo davvero liberati ancora.

Il corpo delle donne, come il titolo del documentario di Lorella Zanardo che ha fatto scalpore qualche anno fa, è ancora non delle donne come volevamo negli anni '70, piuttosto svenduto nelle chat per qualche likes di popolarità o per una ricarica di cellulare. ''Ma non bisogna giudicare le ragazze di oggi che lo fanno - avverte Maria Rosa Cutrufelli - perchè il contesto davvero non le aiuta: quello della tv e dei media in genere, dalle pubblicità ai videogiochi''.


Lidia Ravera: l'urgenza del nuovo femminismo


8 marzo 2017, cortei e scioperi in tutto il mondo

Womens March Protest Signs

In tutto il mondo e anche in Italia per l'8 marzo 2017 si organizza lo sciopero delle donne per rifiutare la violenza di genere in tutte le sue forme: oppressione, sfruttamento, sessismo, razzismo, omo e transfobia. Cortei, assemblee, manifestazioni creative per porre al centro ancora una volta la trasformazione radicale della società. 

''Se le nostre vite non valgono, scioperiamo'' dicono le femministe che chiamano all'adesione dell'8 marzo dopo aver partecipato a Bologna il 4 e 5 febbraio alle assemblee di preparazione. Tanti i motivi per farlo tra cui la rivendicazione dell'applicazione della legge sull'aborto, molto spesso e tragicamente inapplicata (un nervo perennemente scoperto in Italia come dimostra il recente caso del concorso all'ospedale San Camillo per l'assunzione di due medici non obiettori per garantire l'attuazione della 194, immediatamente al centro di polemiche) ; l’educazione alle differenze come formazione culturale e scolastica sin dall’asilo nido per rendere la scuola pubblica un nodo cruciale per prevenire e contrastare la violenza maschile contro le donne e tutte le forme di violenza di genere, non solo per pari opportunità ma per dire basta ai modelli stereotipati di femminilità e maschilità; la rappresentazione delle donne e del loro corpo rovesciando linguaggio e immaginario sessisti e misogini.


Dal documentario 'Femminismo!' di Paola Columba

Paola Columba, autrice e produttrice con la Baby Films del documentario Femminismo!

Una clip dal documentario Femminismo! di Paola Columba:

Femminismo! Seq 1 from BABY FILMS on Vimeo.