di Lorenzo Attianese
ANSA MagazineaMag #75
In notevole aumento i clienti italiani

Il nuovo boom dell'utero in affitto

La domanda aumenta, cambiano i profili dei pacchetti offerti e nuove gravidanze in tutto il mondo sono pronte a soddisfare le richieste dei clienti, spesso a distanze continentali: è il borsino della maternità surrogata. Che sia 'lucro' o 'dono altruista' non spetta dirlo al mercato, che guarda ai grafici con le frecce all'in su: l'affare dei bimbi on demand attraversa un nuovo boom e cresce anche il numero di coppie italiane che si rivolgono ad agenzie straniere per avere un figlio. Forti anche di nuove sentenze dei tribunali italiani.  E mentre nel nostro Paese si incrociano gli interrogativi e gli scontri etici e politici sull'argomento, una 40enne ex-casalinga figlia di immigrati italiani ha fatto carriera negli Usa dopo aver offerto già due volte il proprio utero, diventando direttrice di una delle più grandi agenzie californiane, la 'Sai', Surrogate Alternatives Inc.

Solo negli Stati Uniti sono oltre duemila le gravidanze in affitto portate a termine ogni anno e, secondo la stessa Sai, con un costante incremento annuo del 20%. Di queste, circa una su dieci arriva da italiani, con cifre che continuano ad aumentare. Sette su dieci sono eterosessuali, ma ci sono anche coppie gay e uomini single. Una volta stipulato l'affare all'estero, tornando in Italia il rischio è però di incappare in guai legali, anche se recentemente la legge si è spesso pronunciata a favore delle coppie. Affittare una mamma ha costi diversi a seconda dei Paesi: fino a 120 mila euro negli Usa, alcune decine di migliaia di euro nell'Est Europa, un prezzo che si riduce man mano che ci si sposta negli Stati asiatici del cosiddetto Secondo Mondo. E prezzi stracciati nella sempre più povera Grecia, in particolare nell'isola di Creta. Aldilà delle truffe, la mappa per la ricerca delle mamme in prestito segue una geografia autonoma, dove ogni Stato ha la sua legge e le sue restrizioni.

Il noleggio della mamma, tra regole e caos

Utero in affitto: corti India e Nepal allarmate da pratica

Affittare una mamma ha diversi significati e modalità, dall'inseminazione artificiale dell'ovulo della madre surrogata, che in questo caso sarebbe anche madre biologica del bimbo, all'impianto nell'utero di un embrione realizzato in vitro. Nel 1986 è nato il primo bambino da una madre surrogata con la quale non aveva alcun legame biologico, dunque con impianto dell'embrione già fecondato nella gestante. Riguardo alle leggi, a distanza di trent'anni l'Europa è ferma ad un groviglio di restrizioni, situazioni non regolamentate o permessi tout court. Per Italia, Francia, Spagna, Finlandia e Germania si tratta di pratiche impossibili, perché vietate. In altri come Belgio, Paesi Bassi e Grecia sono tollerate e sono proibiti solo gli accordi che prevedono dei pagamenti con scopo di lucro, che vadano aldilà dei rimborsi. Tra i Paesi che 'non proibiscono' ci sono anche il Regno Unito, diversi stati degli Usa, il Canada, il Giappone, l'Argentina, l'Australia, la Repubblica Ceca e l'Irlanda. La parte del leone nel vero business la fanno però la Russia, alcuni Paesi degli Usa, Ucraina, India, Russia, Thailandia e Uganda.

In ogni Stato ci sono diverse sfumature e interpretazione delle leggi, che vietano o permettono determinate pratiche. L'Italia, con un articolo della legge 40 sulla procreazione assistita, proibisce e vieta categoricamente la pubblicità o la pratica della surrogazione. Ma a svuotare in parte la legge, è stato in particolare il caso di una sentenza nel 2015, che riconosceva come legittimi i genitori di un bambino ottenuto in Russia attraverso la pratica della surrogazione, pur non avendone alcun legame biologico. Nell'aprile 2016 sono state prosciolte, perché il fatto non sussiste, quattro coppie di genitori che, in Ucraina, dove avevano messo al mondo i rispettivi figli tramite surrogazione, avevano alterato lo stato civile dei piccoli mediante false attestazioni. Una decisione è in linea con un'altra sentenza del Tribunale di Roma che aveva assolto un'altra coppia di genitori dalla stessa imputazione e che comporterebbe una pena che va dai 5 ai 15 anni. Confermata dalla Cassazione anche l'assoluzione di una coppia di coniugi napoletani che erano andati in Ucraina per avere un figlio con la maternità surrogata, tramite una donna che aveva acconsentito a farsi impiantare gli spermatozoi dell'uomo insieme agli ovuli di una donatrice sconosciuta. Viceversa sono stati rinviate a giudizio due persone che si erano adoperate per "reclutare" coppie italiane desiderose di figli ed indirizzarle ad una clinica di Kiev: dietro l'angolo ci sono quindi anche truffe e situazioni opache, come false cartelle cliniche che certificano parti fasulli all'estero per ottenere cittadinanza. Il tour dell'utero a noleggio ha dunque strade diverse, non tutte percorse sotto la luce del sole.


"E' un mercato turpe. Non è compito dello Stato ergere a diritti i desideri delle persone" (Cardinale Agostino Vallini, vicario del Papa per la Diocesi di Roma)


Il surro-business e le offerte

UTERO IN AFFITTO IN INDIA, ASSOLTA COPPIA A MILANO

"I clienti contattano la nostra agenzia e noi gli raccomandiamo i surrogati giusti in base alle loro preferenze. Gli inviamo diversi profili di surrogati". Diana Olmeda, la Ceo dell'agenzia californiana Sai, Surrogate Alternatives Inc., si trova di fronte fino a 125 madri surrogate ogni anno, normalmente di origine caucasica o ispanica, e sembra avere le idee chiare sulla sua politica aziendale. Il processo, dal momento che il cliente si rivolge all'agenzia fino alla fertilizzazione in vitro, può durare dai due ai quattro mesi, poi comincia la gravidanza. Con costi che vanno dai 20.000 ai 50.000 dollari "a seconda del pacchetto di cui ha bisogno il cliente e ed in base ad ogni singola situazione". Ad essere coinvolti sono anche avvocati, psicologi, cliniche, dietologi, terapeuti e agenti assicurativi. E negli Usa lavora anche con un'azienda che è diretta da ex-clienti italiani della stessa Sai.

Dalle coppie o dai richiedenti single vengono generalmente richieste madri non fumatrici, che hanno avuto al massimo due parti cesarei, di circa 25 anni e preferibilmente sposate. Dopo il parto, e negli anni seguenti, spesso le madri che hanno affittato mantengono rapporti con la coppia di clienti e con gli stessi bambini: "un legame che cresce durante i preparativi e spesso diventa amicizia", spiega Olmeda. Imperativo e slogan dell'agenzia è 'L'esperienza e la gioia della genitorialità'.


"E' un gesto nobile, una donazione. Mettere al mondo una persona nuova è sempre un evento positivo" (Umberto Veronesi, oncologo)

Il professore Umberto Veronesi

Da casalinga a dirigente, la scalata di una mamma in prestito

Ann

A 27 anni era una casalinga e madre a tempo pieno. Oggi ha 40 anni, ha partorito altre due volte per due diverse coppie ed è diventata direttrice della Agenzia Sai. La sua carriera è cominciata proprio in qualità di madre surrogata. Anna Miranda vive in California ma i suoi genitori sono italiani. E’ divorziata ed in passato è stata sposata con un ingegnere navale. Oltre ad essere madre di due suoi bambini avuti durante il matrimonio, Anna è stata due volte surrogata gestazionale, partorendo una bambina nel 2003, a 28 anni, e poi una coppia di gemelli nel 2005, a 30 anni. Una decisione – dice – maturata da quando sua sorella è stata costretta ad adottare un bambino non potendo avere figli.

Da allora ha cominciato a lavorare per Sai fino a diventare direttrice dell’agenzia. Lei – spiega - dedica “molto del suo tempo alle richieste e necessità del cliente con lo scopo di fornire la consulenza appropriata. Per molte persone è difficile giungere a questa decisione ed il tentativo è quello di indirizzarli nel modo giusto”. Per lei, “le esigenze del cliente sono sempre al primo posto”. Ha assistito persone in tutto il mondo, portando a termine 2.500 combinazioni di surrogazioni e donazioni di ovuli. Cosa le hanno insegnato i suoi genitori? Che "la famiglia è tutto".


Vendola e le star internazionali, i vip che hanno affittato

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Due ddl in Parlamento su utero in affitto

Ap lo vieta a italiani all'estero, ass.Coscioni lo regolamenta

La maternità surrogata

Dopo il dibattito parlamentare sulla legge sulle unioni civili e la cosiddetta stepchild adoption, che avrebbe consentito anche alle coppie omosessuali di adottare il figlio del compagno, sono stati presentati in Parlamento due disegni di legge per vietare o regolamentare la gestazione per altri in Italia. Il primo e' il ddl di Alleanza Popolare, che mira a rendere la pratica dell'utero in affitto illegale per gli italiani, anche quando e' praticato all'estero. Il partito ha anche presentato una mozione che impegna l'Italia a farsi promotrice di una moratoria universale. Il 'turismo riproduttivo', afferma la bozza di provvedimento, deve essere equiparato a quello sessuale, con pene fino a cinque anni. Anche le deputate di Forza Italia, Elena Centemero e Mara Carfagna, hanno redatto di una mozione analoga sul reato universale. Di segno opposto il ddl presentato dall'associazione Luca Coscioni, che chiede a Governo e Parlamento di non intraprendere 'una nuova insensata crociata internazionale proponendo la messa al bando della maternita' surrogata e scontrandosi con alcune delle piu' importanti democrazie liberali al mondo''.

Per l'associazione l'unico modo per evitare i rischi di sfruttamento delle donne, quando si parla di maternita' surrogata, e' permetterla anche in Italia, senza fini di lucro, come gia' avviene in paesi come Canada o Australia. La legge ricalca quelle dei pesi dove la maternita' surrogata e' ammessa solo in forma altruistica, e prevede l'accesso alla tecnica per le donne in eta' fertile, mentre la donna che si presta alla gravidanza non deve essere in stato di necessita' e deve essere gia' madre. ''Questo testo di legge legalizza anche le gestazioni per altri fatte all'estero - ha spiegato Filomena Gallo, segretaria dell'associazione -, perche' di fatto riconosce gia' come figlio della coppia quel bambino al rientro in Italia, non c'e' bisogno per le coppie dello stesso sesso dell'adozione dell'altro, perche' sarebbero entrambi genitori''.


Trenta anni fa prima bimba nata da pma e utero in affitto

Trenta anni fa prima bimba nata da pma e utero in affitto

Così come Louise Brown è stata la prima degli oltre 5 milioni di bambini venuti al mondo con la fecondazione assistita, così Shira, figlia di Elliot, Sandy e Shannon, è stata la prima bambina (almeno ufficialmente) a nascere, negli Usa e nel mondo, da madre surrogata ma biologicamente figlia dei suoi genitori. Il 13 aprile compirà 30 anni. Da quel giorno del 1986 moltissimi bambini sono venuti al mondo così, dando la possibilità a coppie etero e omosessuali di diventare genitori.

Fino ad allora infatti negli Stati Uniti c'erano gia' state alcune centinaia di madri che, generalmente dietro compenso, avevano offerto a coppie, in cui la donna non era in grado di sostenere una gravidanza, il proprio utero per portare avanti la gestazione di un bambino per meta' biologicamente loro, e per meta' del padre. Ma il caso di Shira e' stato diverso: Shannon Boff, una casalinga 22enne, fu la prima 'incubatrice umana', dato che nel suo utero venne trasferito un embrione ricavato da ovociti e sperma della coppia. A Sandy, la madre biologica, era stato rimosso l'utero dopo una gravidanza finita con la morte di una bambina nata prematura. Boff, che ricevette un compenso di 10mila dollari, non aveva dunque alcuna relazione genetica con la bambina. La donna, gia' sposata e madre di un bambino di 4 anni, racconto' di averlo fatto non per i soldi ma per aiutare una coppia che non poteva avere figli. Da allora molte cose sono cambiate nel mondo: diversi Stati hanno autorizzato questa pratica, consentendo a molte coppie etero e omosessuali di diventare padri, mentre altri, come l'Italia, l'hanno vietata. I principali paesi cui ci si rivolge sono Stati Uniti, India e Ucraina. La spesa varia dai 10.000 ai 40.000 euro a seconda del paese. Numeri precisi non ce ne sono.

Secondo l'American Society for Reproductive Medicine dal 2004 al 2011 il numero di nascite da utero in affitto e' aumentato del 200%, mentre l'Osservatorio sul turismo procreativo parla di flusso di un centinaio di coppie italiane l'anno che vanno all'estero. La maternita' surrogata e' permessa, a patto che sia altruistica nel Regno Unito, in Olanda, Ungheria, Australia, Canada, e Islanda, mentre e' autorizzata, dietro compenso, in Croazia, Danimarca, Lettonia, Cipro, Georgia, Israele, Sudafrica e Thailandia. La gestazione per altri e' spesso arrivata agli onori delle cronache per politici, vip o attori che vi sono ricorsi, come il cantante Elton John, le attrici Nicole Kidman e Tyra Banks, o in Italia l'ultimo caso e' stato quello del politico Nichi Vendola. Un percorso che non e' indolore per le madri surrogate, in particolare quelle dei paesi poveri. Le donne devono infatti sottoporsi, dopo l'inseminazione, a iniezioni di ormoni, prendere pillole e adottare un particolare stile di vita. C'e' il rischio di gravidanze gemellari e magari di aborti selettivi e il carico psicologico: molte si sentono in colpa per aver dato via il bambino e non sempre la famiglia le supporta in questa scelta. Circa gli effetti di questa scelta sui bambini invece, uno studio inglese del 2011 ha visto che i bambini di 7-10 anni, che già sapevano di essere figli di madre surrogata, erano indifferenti o avevano un atteggiamento positivo, grati del fatto che la loro madre fosse stata aiutata.