di Enrica Di Battista
ANSA MagazineaMag #009
Terremoto a L'Aquila

Cinque anni di promesse mancate

A distanza di cinque anni dal sisma non accenna a rimarginarsi il rapporto di fiducia tra gli aquilani e le istituzioni. Tenendo conto che, con il senno di poi, quel rapporto comincio' ad incrinarsi profondamente ancor prima del terremoto.

   Ogni 6 aprile, dal 2009, in occasione dell'anniversario del terremoto, gli aquilani attendono ormai con fastidio quella che chiamano ''la passerella'', la visita di premier, ministri e sottosegretari ''con il loro stuolo, i soliti annunci e le solite promesse''.

   Dopo cinque anni L'Aquila ancora non rinasce e il clima tra i cittadini e' di sfiducia. Ma tra L'Aquila e le istituzioni i rapporti si erano incrinati gia' prima che, in quella tragica notte del 2009, venisse giu' una citta', seppellendo 309 vite e lacerando migliaia di esistenze.

   Il 31 marzo, pochi giorni prima del sisma, si riunì nel capoluogo la Commissione Grandi Rischi per fare il punto sullo sciame sismico in atto. Eccola qui quella che gli aquilani considerano la prima grave promessa mancata: il tono rassicurante del verbale di quella riunione venne accolto come una promessa che L'Aquila non sarebbe crollata. E in tal senso la sentenza di primo grado del cosiddetto 'processo alla Grandi Rischi' condannò a sei anni i sette componenti di quella Commissione, appunto per aver ''rassicurato''. Un sentenza clamorosa che fece il giro del mondo. Adesso la sentenza di Appello ha del tutto ribaltato quel giudizio, assolvendo i membri della Commissione "perché il fatto non sussiste", ad eccezione dell'allora vice capo della Protezione Civile Bernardo De Bernardinis, condannato a due anni. "Un terremoto nel terremoto", è stato il commento a caldo di uno dei legali di parte civile. 

   Nel frattempo lo stesso Ingv (l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) ha smentito con uno studio la teoria secondo cui c'è ''dispersione di energia attraverso uno sciame sismico'', affermazione questa che invece circolava all'Aquila nei giorni precedenti al sisma.

   Sta di fatto che quanto accaduto con il terremoto dell'Aquila ha messo in evidenza quanto sia delicata, e ancora poco affrontata in Italia, la comunicazione del rischio e quanto invece ci sarebbe da fare in questo campo, soprattutto in un Paese dove terremoti, alluvioni e frane si verificano con drammatica frequenza.

Lo sciame sismico? Beviamoci su "un bicchiere di Montepulciano"

31 marzo 2009 - Bernardo De Bernardinis, allora vice capo del settore tecnico operativo della Protezione civile, a margine della riunione della Commissione Grandi Rischi


La scossa del 6 aprile, Berlusconi e il G8

Silvio Berlusconi e Barack Obama sotto il palazzo della Prefettura all'Aquila nel luglio 2009

   La scossa arrivo' alle 3:32 del 6 aprile 2009, il nuovo anno zero per la citta' fondata da Federico II. Perche' per tutti gli aquilani ci sara' ormai per sempre una cesura temporale tra il 'prima' e il 'dopo' terremoto. L'allora premier Silvio Berlusconi si reco' immediatamente sul luogo e abbracciando gli aquilani sotto choc per l'immane catastrofe promise che ''nessuno sarebbe stato lasciato solo''. E gia' in quella stessa tragica giornata annuncio' la costruzione delle new town (questa si', una promessa mantenuta). Qui, con la costruzione di 19 quartieri dormitorio, isolati e senza servizi, L'Aquila venne messa lungo un binario morto che ha snaturato del tutto l'identita' di una citta' storica. 

   Silvio Berlusconi, accompagnato da Guido Bertolaso, visito' da quel momento decine di volte L'Aquila ferita a morte. Un andirivieni carico di annunci e promesse. E volle che il G8 del 2009, inizialmente previsto alla Maddalena, venisse spostato nel capoluogo d'Abruzzo: in questo modo, disse l'allora premier, i Grandi della Terra avrebbero adottato palazzi e monumenti storici terremotati, contribuendo economicamente alla ricostruzione. Era il luglio 2009. Al termine del G8 l'ex premier annuncio': ''Ricostruiremo L'Aquila entro la legislatura''. Ma poi non e' andata cosi': L'Aquila non fu ricostruita (e non lo e' tuttora, nonostante si siano avvicendati nel giro di pochi anni anche altri Governi) e solo pochi Paesi stranieri hanno mantenuto le ''promesse di adozione''. Non gli Stati Uniti, né la Gran Bretagna ad esempio.

   La famosa 'lista di nozze' dei 44 monumenti e' rimasta li' e la maggior parte dei gioielli resta orfana, dalla Fortezza spagnola alla distrutta Chiesa di Santa Maria Paganica. Tra i Paesi stranieri pero' ci sono state delle eccezioni generose: la Russia ha dato i fondi per il restauro totale di Palazzo Ardinghelli e della chiesa di San Gregorio Magno. La Francia ha confermato il restauro del 50% della Chiesa delle Anime Sante. Il Kazakhstan sta finanziando (1,7 mln) i lavori per la chiesa di San Biagio di Amiternum. La Germania ha redatto il progetto per la chiesa di Onna (3,5 mln). 


Dai 'Grandi della Terra' a Clooney, L'Aquila molte volte 'set'

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"L'Aquila sara' ricostruita entro la legislatura"

Luglio 2009 - Silvio Berlusconi al termine del G8 all'Aquila 


Dal lavoro di Barca ad oggi: L'Aquila al bivio

Il premier Mario Monti con il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente davanti alla Casa dello studente

   Nel dopo Berlusconi, con il Governo di Mario Monti, le speranze tornarono quando il Presidente del Consiglio nomino' il ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca come ''inviato speciale'' all'Aquila. Grande fu l'aspettativa degli aquilani per un ministro finalmente dedicato alla ricostruzione della citta'.

   Barca studio' le carte e mise a punto il primo vero, puntuale, lavoro di pianificazione della ricostruzione. Ma la svolta vera (che per gli aquilani vuol dire una cosa sola: ricostruzione della citta' e delle case) ancora non si vede.

   Si e' avuta un'accelerazione nei lavori ma L'Aquila presenta ancor oggi un centro storico fantasma. Il problema resta quello dei fondi, che arrivano con il contagocce e dopo lunghe attese. Uno stillicidio.

   Piu' di recente, con Enrico Letta al Governo, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e' arrivato ad un vero scontro con il ministro della Coesione territoriale Carlo Trigilia. 

   Adesso, a cinque anni dal sisma, ritorna un filo di speranza, con il nuovo Governo Renzi. Il ministro della Cultura Dario Franceschini in visita all'Aquila ha assicurato l'impegno dell'esecutivo promettendo che "L'Aquila verra' restituita al mondo in cinque anni".

Anche stavolta rimarranno solo promesse? L'Aquila ha davanti a se' un bivio obbligato: essere salvata, con tutta la sua storia secolare, oppure morire. Ma per riuscire in questa sfida titanica servono finanziamenti, certi e garantiti nel tempo, non piu' annunci.


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