• Contro lo spaccio, sinergia tra forze dell'ordine e comitati di quartiere

Contro lo spaccio, sinergia tra forze dell'ordine e comitati di quartiere

Lo spaccio di droga nella zona del Pigneto, come a Termini, San Giovanni e San Lorenzo porta alla presenza nelle strade di un alto indice di soggetti che spacciano e a loro volta fanno uso di sostanze stupefacenti. "Parliamo di zone - dice il maggiore VIncenzo Carpino, comandante della compagnia dei carabinieri di Roma Piazza Dante - dove insiste la cosiddetta “movida” notturna, la cui accezione del termine non sempre è positiva, perché molto spesso c’è un abuso di alcol e di droghe a vario livello. Al Pigneto, però, da qualche anno, grazie ad una più intensa attività delle forze di polizia e dei carabinieri in particolare, in sinergia con i comitati di quartiere che hanno dato un grosso contributo in termini di riqualificazione dell’area, è stato possibile ottenere dei risultati che sinora sono abbastanza soddisfacenti".

L'allarme che arriva dalle ultime tendenze di spaccio riguarda il ritorno dell'uso dell'eroina e, in particolare, della siringa. "La crisi economica  - sottolinea il comandante Carpino - ha portato ad uno sviluppo sempre più crescente di alcuni derivati di sostanze stupefacenti più note e mi riferisco nello specifico all'eroina il cui spaccio e consumo sta, soprattutto in quest’ultimo peridio, aumentando in maniera esponenziale e, sia per modalità di assunzione che per effetti sulla persona, ha effetti devastanti su chi l’assume. Mi spiego. L’eroina, inoltre, ha un prezzo molto basso, una dose può costare anche solo 5 euro ma non più di 10, e per essere percepita di più dall’assuntore viene spesso o fumata sciolta sulla carta stagnola o, peggio ancora, come sta ricapitando, anche se pensavamo che fosse un fenomeno ormai del passato, viene iniettata per endovena. Quindi con l’utilizzo delle siringhe si ritorna a vecchie problematiche che pensavamo di aver, in qualche modo debellato, ovvero alla trasmissione di malattie. Come sappiamo la siringa viene solitamente condivisa senza alcun tipo di precauzioni sanitaria". 

Lo spaccio è caratterizzato da una sorta di caratterizzazione geografica di pusher, intermediari e mandanti. "La nostra esperienza su Roma - spiega Carpino - ci porta a individuare non tanto una nazionalità particolare, quanto un’area geografica e mi riferisco a quella africana. La maggior parte degli spacciatori arriva dal centro e nord Africa : quindi grosse comunità di nigeriani, ma anche senegalesi, dal Gambia. La manovalanza in senso stretto è fatta di questi soggetti. Alcuni godono dei permessi di soggiorno, altri anche di permessi umanitari ma la maggior parte sono irregolari.  Le associazioni malavitose italiane non hanno del tutto lasciato il campo perché è evidente che l’attività di traffico di sostanze stupefacenti è altamente remunerativa e resta una delle fonti di reddito per la criminalità organizzata più importante. Probabilmente, però, le “italiane”, questo almeno ci dice la nostra attività investigativa, hanno ora un ruolo più imprenditoriale quindi lasciano gestire i livelli intermedi a organizzazioni criminali composte da cittadini spesso albanesi o da africani “anziani” ovvero che da tempo operano nel settore dello spaccio e quindi hanno esperienza nel settore".

 

 

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