La nettezza urbana, a Roma un problema fin dal XVI secolo

Tanti decreti, editti e progetti per migliorare il servizio

Dai documenti conservati nell'Archivio Storico Capitolino in materia di Nettezza urbana emerge che da sempre è stato considerata un aspetto fondamentale nella vita della città di Roma.
Nell'Archivio antico i primi documenti che riguardano la pulizia delle strade risalgono alla prima metà del XVI secolo e proseguono fino alla metà del XIX. Numerose sono le relazioni e i Decreti di Consiglio che affrontano le questioni relative alla pulizia della città così come tanti sono gli editti emanati in materia il cui ripetersi dimostra che il problema non è mai stato di facile soluzione.

L'Editto del Cardinal Antonio Barberini del 13 aprile 1669 ad esempio, ordina che "le strade e piazze di Roma siano nette di fango, polvere e altre immonditie et … a tale effetto anco accresciute le Carrette sino al numero di dieci, quali non devono servire ad altro uso che per lo spurgo della Città acciò quella del continuo si mantenghi netta. …. S'ordina et espressamente commanda a tutti e singoli Artisti, bottegai et a qualsivoglia altra persona, che … la sera per la matina o la matina per la sera debbano subbito scopare e far scopare et ammucchiare per quanto tangono e durano li loro palazzi, case, cortili, giardini et botteghe acciochè li Carrettieri possano caricar speditamento e con facilità levare detti fanghi, polvere et altre immonditie".

La competenza in materia di Nettezza Urbana era passata dalla Presidenza delle Acque e Strade al Comune solo dopo il 1848 e il difficile compito di rendere la città pulita e accogliente trovò sicuramente il Municipio impreparato ad affrontarlo. Per tale motivo è frequente reperire, nei fondi documentari, progetti che hanno l'obiettivo di migliorare il servizio. (Le foto 15 e 16) ad esempio si riferiscono alla presentazione da parte di Pietro Diotallevi (27 febbraio 1850) di un progetto "…onde procurare maggior nettezza alle vie di Roma…" che giunge a prevedere, oltre al numero dei carri e delle botti necessarie all'espletamento del servizio, perfino la durata del vestiario che viene fornito in dotazione.

L'alternanza di affidamenti a diversi appaltatori e il ritorno ad una gestione tutta interna del servizio che si può leggere nelle carte conservate nei documenti prodotti dopo l'Unità ci mostra un servizio complesso, le cui caratteristiche principali erano: spazzamento giornaliero di tutto il suolo pubblico della città e spazzamento continuo, durante il giorno delle principali strade della città; trasporto con appositi carri di tutte le immondizie e scarico in luoghi deputati; innaffiamento delle strade e dei passaggi pubblici; rimozione giornaliera delle immondizie da tutte le case dei cittadini e degli stabilimento pubblici, uffici ecc.

Tra il 1900 e il 1910 ci sono immagini che mostrano gruppi di addetti alla Nettezza Urbana, un gruppo di spazzatrici a piazza Venezia con il monumento ancora in costruzione; o una manifestazione di addetti alla Nettezza Urbana a piazza San Giovanni o la scuderia dello stabilimento della Nettezza Urbana in via Casilina. Negli anni più recenti ci sono anche carrettini a mano e di automezzi per il trasporto dei rifiuti urbani.

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