Tridico, bonus figli taglia cuneo per 3,7 miliardi

Nuova norma prevede completa decontribuzione degli assegni

La proposta di legge sull'assegno unico familiare "ne prevede la completa decontribuzione, questo implica un vantaggio di riduzione del cuneo fiscale che si aggira intorno ai 4 miliardi - 3,7 per la precisione - ossia la quota sostenuta oggi dalla contribuzione dei datori di lavoro". Queste le parole del presidente dell'Inps, Pasquale Tridico in audizione alla Camera.

Attualmente gli assegni familiari "sono sostenuti dalla contribuzione dei lavoratori e solo in parte - il 35% - dallo Stato". Questa quota "con la nuova norma sarebbe defiscalizzata, sostenuta dallo Stato".

Gli assegni ai nuclei familiari nell'ultimo anno, il 2018, "sono costati in totale 5,2 miliardi di cui 1,7 a carico dello Stato e 3,6 miliardi a carico delle aziende", ha continuato il presidente dell'Inps. Nel 2017 e nel 2016, per gli assegni familiari "il contributo a carico delle aziende è stato di 3,7 miliardi", ha aggiunto Tridico.

REDDITO DI CITTADINANZA: "Chi non integra la documentazione" che viene richiesta dall'Inps via sms "vedrà il sussidio sospeso" ha precisato Tridico sulla comunicazione inviata a chi percepisce il Reddito o la Pensione di cittadinanza. "Lo sospendiamo da ora in poi e poi quando arriverà l'integrazione riprenderanno a percepire il reddito senza gli arretrati". "Si tratta di un risultato importante per una istituzione pubblica che dimostra di avere una potenza telematica importante" ha aggiunto Tridico in un'intervista a Radio Capital. La richiesta riguarda le prime domande di reddito che sono state presentate, a partire dal 6 marzo 2019, utilizzando un modello che è stato cambiato, il 2 aprile 2019, a seguito delle modifiche apportate dalla Legge di conversione del Decreto Legge istitutivo.

QUOTA 100: "Sono d'accordo con il ministro dell'economia Roberto Gualtieri, la misura deve concludersi nel triennio e poi finire lì". Questo il commento del presidente dell'Inps in un'intervista secondo cui si tratta di "una opzione legittima per chi ha avuto una carriera lavorativa faticosa" e che "la usufruiranno meno di 200mila". "Questo dimostra che le stime che sarebbe costato 15 miliardi all'anno erano tendenziose" ha detto. "Anche il prossimo anno risparmieremo nella stessa proporzione" dello scorso anno su Quota 100 dato il minor numero di persone che hanno usufruito dell'opzione rispetto alle stime "giustamente prudenti della Ragioneria" e che non arriveranno a 200mila. "Quest'anno - haaggiunto - risparmiamo 1 miliardo, cifra che è stato messa nel decreto salva conti di luglio. Come lo chiama lei? Non è un risparmio?". Per Tridico questi soldi "non verranno buttati in spazzatura, si utilizzeranno per qualcosa altro".
   

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