Borsa: tutta Europa in rosso. Milano in forte calo

Spread in rialzo oltre 310 punti

Le Borse europee restano pesanti a metà mattina con Francoforte che incrementa le perdite (-2,2%) e Milano che si sforza senza successo di contenerle (-1%) in un clima caratterizzato da nervosismo e volatilità. Parigi cede l'1,5%, Madrid l'1,1% e Londra lo 0,9% con gli investitori che continuano a spostare i loro investimenti verso i porti sicuri come oro, yen e titoli di Stato Usa. L'Europa risente del crollo delle Borse asiatiche mentre i future su Wall Street segnano ribassi di oltre 1 punto percentuale. Tanti i fattori che consigliano cautela, dal rallentamento della Cina alle tensioni commerciali, dalle crisi dei mercati emergenti alle tensioni geopolitiche in Arabia Saudita. Intanto in Italia si attende la probabile bocciatura da parte della Commissione Europea alla manovra del governo italiano, con lo spread Btp-Bund a quota 301. Male tutti i comparti con l'informatica che indossa la maglia nera (-4% l'indice Dj Stoxx) in scia al crollo del tecnologico Ams (-23%).

Avvio in forte calo per Piazza Affari con l'indice Ftse Mib che ha iniziato le contrattazioni in ribasso dell'1,07% a 18.762 punti-

Avvio di seduta negativo per le principali borse europee. Parigi cede l'1,22% a 4.991 punti, Francoforte l'1,36% a 11.367 punti e Londra lo 0,8% a 6.986 punti

Avvio in rialzo per lo spread tra Btp e Bund tedeschi che alle prime battute segna 310 punti rispetto ai 304 della chiusura di ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano è al 3,54

Seduta da dimenticare per le Borse asiatiche, con la maggior parte degli indici in calo di oltre il 2%. Tokyo ha perso il 2,67%, Sydney l'1,05%, mentre, Hong Kong arretra del 3%, Seul del 2,9%, Shanghai e Shenzhen del 2,1%.
    Evaporano i rialzi della seduta precedente, la migliore degli ultimi due anni, in parallelo all'andamento dei future su Wall Street, in calo di oltre l'1%. Pesano sui mercati i timori per una frenata della Cina e i rischi geopolitici globali, dalla guerra commerciale alla crisi tra Italia e Ue.(ANSA).
   

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