Celebrazioni per il 25 aprile. Renzi, 'viva l'Italia libera'

A 69 anni da Liberazione, twitta ringraziando "ribelli di allora"

''Un grazie ai ribelli di allora''. Si apre con questa frase di Matteo Renzi, naturalmente via twitter e di buon'ora, la giornata dedicata alla Festa della Liberazione e al ricordo della Resistenza contro il nazifascismo. "Viva l'Italia libera", aggiunge il premier poco prima di incontrarsi con il presidente della Repubblica all'altare della Patria per onorare il milite ignoto. Dalla Resistenza vengono ''valori incancellabili'', gli fa eco poco dopo Napolitano nella cornice solenne del Quirinale dove riceve le associazioni combattenti e partigiane insieme ai sindaci dei comuni italiani più colpiti dalle atrocità hitleriane, come Stazzema o Verbania. In una giornata di commemorazione e ricordo si nota solo la replica pungente a Renzi di Marco Revelli, storico, e tra i fondatori della lista L'Altra Europa con Tsipras: "i ribelli di allora sono gli stessi di oggi, che si ribellano a chi vuole manomettere la loro Costituzione in senso autoritario e oligarchico''.

Intanto, da Marzabotto, Laura Boldrini - in quella che sembra una replica a freddo a un post di Beppe Grillo - dopo aver cantato 'Bella ciao' con i sindaci partigiani, ricorda che ''la memoria non può essere offesa, come è successo nei giorni scorsi quando qualcuno ha giocato con i ricordi della Shoah''. ''Vergogna - aggiunge la presidente della Camera -. Questo, nell'Italia democratica non può essere consentito a nessuno''. Dai Cinque stelle viene un generico attacco ai "fascismi rossi e neri" che hanno reso esangue il sogno di libertà della resistenza. "Resistenza e liberazione. Due parole che oggi, 25 Aprile 2014, non si possono più pronunciare, diventate terribile tabù". Dal Quirinale il capo dello Stato spiega in diretta tv che "la Resistenza, l'impegno per riconquistare all'Italia libertà e indipendenza fu un grande moto civile ed ideale, ma soprattutto fu un popolo in armi, una mobilitazione coraggiosa di cittadini giovani e giovanissimi che si ribellavano allo straniero''.

Un popolo in armi fatto anche di donne ''che nel '44 si costituirono nelle regioni del nord in gruppi di difesa". Quindi, dopo una dedica ai marò ''ingiustamente detenuti lontano dalla Patria'', Napolitano invita il Governo a non prendere ''decisioni sommarie'' sui tagli alla Difesa, evitando di alimentare una pericolosa demagogia semplicisticamente ''antimilitarista''. Interviene anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, che dopo aver preso parte alla cerimonia al Vittoriano, assieme a Renzi e Napolitano, ha affidato a Facebook il suo pensiero sul 25 aprile: "Quel giorno conquistammo la nostra libertà. Buon 25 aprile a tutti!", ha scritto infatti sulla sua pagina Fb. Tra cortei e manifestazioni in tutta Italia è sempre il premier a chiudere la giornata con un invito a guardare al futuro: "penso, ancora, al fatto che un Paese in grado di rialzarsi da quelle macerie e ricostruirsi così è un Paese in grado di affrontare e superare tutto. Tutto. Il volto di oggi è stato pagato a caro prezzo ieri''.

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