Manovra: Uppi, indignati per aumento cedolare secca

(ANSA) - ROMA, 18 OTT - L'Uppi (piccoli proprietari immobiliari) manifesta "forte indignazione in merito al fatto che nella manovra finanziaria per il 2020 il Governo abbia previsto l'aumento dal 10% al 12,5 % della cedolare secca per i contratti concordati. L'aliquota del 10% ha favorito l'accesso all'abitazione in affitto a canoni calmierati e azzerato l'evasione fiscale nel settore. L'aumento della cedolare secca provocherà una richiesta generalizzata di ricalcolo al rialzo dei canoni da parte dei proprietari che hanno rinunciato ai canoni liberi, a fronte di una tassazione ridotta e scoraggerà l'utilizzo di questa tipologia di affitto riservata ad inquilini meno abbienti. Tale decisione va proprio conto le Raccomandazioni all'Italia, provenienti dall'Unione Europea, che prevedono l'impegno nella lotta all'evasione. Come rilevato dal "rapporto sui risultati conseguiti in materia di contrasto all'evasione fiscale e contributiva", allegato alla nota di aggiornamento al DEF, l'applicazione della cedolare secca ha permesso, dal 2012 al 2017, di ridurre del 50,45 % l'evasione tributaria negli affitti. A riprova del fatto che l'evasione si combatte semplificando e rendendo certa ed equa la tassazione e gli adempimenti burocratici. Da anni l'Uppi chiede di estendere la cedolare secca al 10% a tutti i comuni italiani per portare ovunque i benefici oggi riservati ai soli comuni ad alta tensione. Gli italiani hanno già dovuto subire le politiche di austerità adottate dal governo Monti, responsabile di aver aumentato la tassazione sulla casa da 9 a 25 miliardi di euro, con l'introduzione dell'Imu, senza peraltro aver ridotto il debito pubblico e causando un crollo del Pil che, nel 2012, è sceso del 2,8%. Ricordiamo che il settore immobiliare è in forte crisi, soprattutto a causa della tassazione che ha ormai raggiunto livelli insostenibili".(ANSA).
   

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