Indagine Fiups, residenziale traina ripresa, ma ancora cauti

Milano al top, Roma per alberghi. Operatori interessati a Npl

(ANSA) - ROMA, 28 OTT - Se per quanto riguarda l'andamento dell' economia in generale prevale ancora la cautela, migliora nel secondo quadrimestre dell'anno la percezione degli imprenditori per il settore immobiliare, grazie, in particolare, alle prospettive del settore residenziale. E' quanto emerge dall'ultimi dati dell'indice Fiups elaborato dall'Università di Parma, in collaborazione con Sorgente Group e Federimmobiliare, ogni quattro mesi su un panel di 200 operatori del real estate.
    Secondo l'indice, nel secondo quadrimestre sale al 52% la percentuale di coloro che ritengono che l'attività sia migliorata nel corso dell'ultimo anno e scompare del tutto la percentuale di quanti si aspettano un peggioramento. Per quanto riguarda il residenziale, il 61% del campione, a fronte di una lieve risalita dei prezzi prevede una crescita delle transazioni, che insieme all'aumento dei mutui e ai bassi tassi d'interesse lascerebbe pensare ad un vero e proprio volano complessivo, con effetto traino sul comparto commerciale e su uffici e alberghi.
    Tra le diverse città, Roma e Milano rimangono quelle sulle quali si concentrano gli interessi degli investitori: il capoluogo lombardo si attesta al primo posto tre volte su cinque (comparti residenziale, direzionale e commerciale). Roma, seguita da Firenze e Venezia, conferma il suo primato per gli investimenti in alberghi, guadagnando il secondo posto nel comparto commerciale e residenziale (insieme a Torino). Tra le new entry si segnala Catania, ultima delle top five nel comparto alberghiero. Torino conquista la vetta della classifica di attrattività per il comparto industriale.
    Continua, inoltre, da parte degli operatori immobiliari, l'interesse negli strumenti che investono su Non Performing Loans. Secondo il 55% degli intervistati potrebbero arrivare nuovi stimoli al settore dalle iniziative di alcuni rilevanti gruppi bancari italiani come Banco BPM e Monte dei Paschi. Solo un 24% si dichiara ottimista per le possibili ricadute della Brexit sul mercato degli altri paesi europei per intercettare un eventuale esodo delle multinazionali dal mercato inglese.
   

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