Energia costa a pmi 2 mld più di Europa

Merletti: "Giù tasse, sono zavorra su produttività"

(ANSA) - ROMA, 14 AGO - Nel 2017 artigiani e Pmi italiane hanno pagato l'energia elettrica 2 miliardi di euro in più rispetto alla media europea a causa di oneri fiscali e parafiscali sui consumi di elettricità che incidono per il 40,7% sull'importo finale in bolletta. Lo denuncia Confartigianato secondo la quale il divario di costi dell'energia con l'Europa è destinato a peggiorare: nel terzo trimestre di quest'anno stima che l'elettricità per le imprese subirà rincari del 7,6% (+838 euro) rispetto ai tre mesi precedenti e del 5,5% (+618 euro) rispetto allo stesso periodo del 2017, portando a 11.932 euro il costo medio annuo dell'energia per una piccola impresa.
    "Oltre alla flat tax", afferma Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato, "ci sono altri interventi necessari per ridurre le tasse alle imprese: a cominciare dalla riforma del prelievo fiscale sull'energia che rappresenta uno dei fattori di costo più penalizzanti per i nostri piccoli imprenditori, una vera e propria zavorra sulla produttività". Confartigianato chiede al Governo "di eliminare l'assurda disparità di trattamento fiscale che penalizza i consumi elettrici delle piccole imprese rispetto alle grandi aziende".
    Secondo la rilevazione di Confartigianato ciascun imprenditore paga di elettricità, in media, 2.753 euro in più all'anno rispetto alle Pmi dell'area Euro. A "gonfiare il prezzo" sono "accise e oneri generali di sistema che pesano in media per 4.508 euro l'anno sul costo della bolletta di ogni Pmi". In alcuni settori manifatturieri, come la lavorazione di gomma e plastica, "possono anche superare 18.000 euro l'anno".(ANSA).
   

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