For.te, 82 milioni per la formazione

In Italia corsi solo per l'8,3% dei lavoratori, sotto media Ue

(ANSA) - ROMA, 06 GIU - Per la formazione continua e l'aggiornamento dei lavoratori, il fondo For.te mette a disposizione delle aziende, nel 2018, finanziamenti per 82 milioni di euro a costo zero. Il Fondo paritetico per la formazione continua del terziario, fondato da Confcommercio, Confetra, Cgil, Cisl e Uil attinge, infatti, dai contributi obbligatori per la disoccupazione involontaria che tutte le aziende versano all'Inps.
    Le imprese possono scegliere di destinare questi contributi (pari allo 0,30% del salario lordo) a fondi interprofessionali come For.te per richiedere il finanziamento di attività formative dei propri dipendenti senza oneri. Eppure la maggioranza delle aziende non si iscrive ai fondi e solo l'8,3% della popolazione adulta (tra 25 e 64 anni) partecipa alla formazione continua, un dato inferiore alla media europea, che è il 10,8% (dati Anpal).
    L'importanza della formazione continua e le opportunità offerte dai fondi saranno presentate nel corso di un tour animato dal consulente motivazionale per le aziende Anthony Smith. Il "Tieniti For.te roadshow" parte a Firenze il 26 giugno e tocca Palermo, Torino, Cagliari, Bari e Roma. "La formazione continua non è un optional, è un'importante leva strategica che consente alle imprese e ai lavoratori di competere e stare sul mercato", afferma il presidente di For.Te, Paolo Arena.
    Le aziende aderenti a For.te sono oltre 126 mila, per un totale di 1,2 milioni di lavoratori, e hanno ricevuto tra il 2005 e il 2017 finanziamenti in formazione per 500 milioni di euro. Nel 2018 gli avvisi pubblici pubblicati o in via di pubblicazione dal fondo sono sette e spaziano da bandi generalisti per una formazione su misura di lavoratori ad avvisi dedicati all'innovazione tecnologica e al comparto socio-sanitario. Per le imprese di minore dimensione è previsto poi l'avviso voucher che consente l'iscrizione del lavoratore ai corsi di un catalogo selezionato dal fondo. Mentre le imprese maggiori, sopra i 250 dipendenti, possono aprire conti individuali aziendali.
    (ANSA).
   

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