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Rischio o rendimento? E se la scelta fosse l'ibrido?

Gli investitori alla ricerca di rendimento potrebbero avere l’impressione di trovarsi tra l’incudine e il martello e porsi la domanda se accontentarsi di rendimenti estremamente bassi (in alcuni casi anche negativi) offerti dalle fonti di investimento tradizionali, oppure assumersi un rischio più elevato. In realtà esiste un’alternativa che può essere rappresentata dai titoli “ibridi”, quali: le obbligazioni convertibili AT1 e le azioni privilegiate o preferred shares.

 

Di che cosa si tratta? I titoli AT1 sono obbligazioni perpetue ad alto rendimento emesse da banche europee. Questi strumenti, che hanno avuto una forte risonanza dopo la crisi finanziaria del 2008, sono concepiti con l’obiettivo di assorbire potenziali perdite senza intaccare gli interessi degli investitori agendo come fonte di capitale bancario prontamente disponibile.

 

I titoli privilegiati invece sono prevalentemente azioni che oltre a presentare caratteristiche di tipo obbligazionario, quali pagamenti di interessi o dividendi predefiniti e importi nominali prestabiliti, sono classificate dalle agenzie di rating del credito. Di norma, possono differire o saltare i pagamenti senza che ciò determini un evento di default. Generalmente sono emessi da banche e compagnie assicurative a fini normativi, ma possono essere emessi anche da società industriali e di servizi di pubblica utilità.

 

Perché possono rappresentare una valida alternativa? Perché entrambi hanno una bassa correlazione non solo con i tradizionali asset obbligazionari, come treasury, credito investment grade e high yield, ma anche tra di loro. Ciò potrebbe quindi permettere dei vantaggi in termini di diversificazione e nel ricalibramento dei rischi all’interno di un portafoglio obbligazionario, rafforzando potenzialmente i rendimenti.

 

Inoltre esiste anche la possibilità di accedere a tali mercati attraverso gli ETF. E’ il caso ad esempio di Invesco AT1 Capital Bond UCITS ETF EUR Hdg Dist che mira a replicare la performance del Markit iBoxx USD Contingent Convertible Liquid Developed Market AT1 (8/5% Issuer Cap). Oppure con Invesco Preferred Shares UCITS ETF Acc.

 

Nel primo caso l’indice è una versione personalizzata dell’indice iBoxx USD Contingent Convertible Liquid Developed Market AT1 in cui la ponderazione dei primi 5 emittenti è limitata a un massimo dell’8% mentre quella dei restanti emittenti è limitata a un massimo del 5%. L’indice è concepito per riflettere la performance delle obbligazioni AT1 di istituzioni finanziarie e mira ad offrire una vasta copertura dell’universo obbligazionario AT1 denominato in USD, mantenendo nel contempo standard minimi di investibilità e liquidità. Nel caso invece di Invesco Preferred Shares UCITS ETF Acc si mira a replicare la performance del BofA Merrill Lynch Diversified Core Plus Fixed Rate Preferred Securities Net Total Return Index che replica la performance dei titoli selezionati a un tasso fisso denominato in dollari statunitensi emessi nel mercato domestico statunitense. Le componenti dell’indice sono ponderati secondo la capitalizzazione di mercato soggetti ad un cap dell’emittente pari al 10% (inoltre, non più del 40% dell'indice può essere costituito da emittenti che rappresentano individualmente più del 5% dell'indice). I titoli devono essere classificati almeno B3 basandosi su una media di tre agenzie leader di rating: Moody's, S & P e Fitch e devono avere un profilo di rischio del paese a livello investment-grade.

 

Quindi se si cercano soluzioni per aumentare il rendimento complessivo, senza esporsi a rischi notevolmente più elevati, si possono prendere in considerazione queste strategie di investimento.

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