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Schroders: in Italia i millennial risparmiano di più per la pensione

Gli italiani nonostante siano considerati buoni risparmiatori, sono tra gli investitori che risparmiano meno per la pensione. E’ quanto emerge dai dati della ricerca annuale Schroders Global Investor Study 2019, condotta su oltre 25.000 investitori in 32 paesi. Gli investitori italiani accantonano in media il 12,4% del reddito totale, rispetto ad esempio ad austriaci e svizzeri, ai primi posti in classifica, che risparmiano rispettivamente il 21,6% e il 21,3%.

 

Tuttavia, risulta incoraggiante lo spaccato a livello generazionale: nonostante siano ancora in piena età lavorativa e sia maggiore il tempo che li separa dalla pensione, in Italia i millennial (18-37 anni) sono consapevoli di dover risparmiare di più, in quanto dedicano in media il 14,6% del proprio reddito ai risparmi per la pensione. Fanno seguito la generazione X (38-50 anni) con l’11,5% e i baby boomer (51-70 anni) con il 9,7%. Una tendenza che si conferma anche a livello globale, ma con percentuali medie di risparmio generalmente più elevate. Dalla ricerca emerge inoltre, che il 25% degli italiani non ancora in pensione è preoccupato di non aver risparmiato abbastanza in vista di tale fase, risultando in linea con gli investitori a livello globale (24%).

 

Lo studio ha evidenziato che a livello di fasce d’età, tra gli investitori non ancora in pensione, in Italia i baby-boomer (29%) e la generazione X (28%) sono più preoccupati dei millennial (20%). Simili i dati a livello globale, che mostrano una preoccupazione più diffusa tra i baby-boomer (33%) e generazione X (27%), confermando i millennial come la fascia d’età meno preoccupata (21%). Nonostante ciò, gli investitori italiani, una volta in pensione, si aspettano in media di poter utilizzare ogni anno il 9,1% dei risparmi accantonati senza rischiare di restare a corto di denaro. Quasi tutti gli investitori italiani non ancora in pensione (91%) riconoscono però, che alcuni fattori potrebbero convincerli a risparmiare di più in vista di tale fase. Ad esempio, il 30% di questa fetta sarebbe propensa ad accantonare più denaro se avesse accesso a maggiori informazioni sulla quantità di risparmi necessari per sostenere lo stile di vita desiderato in pensione.

 

Dallo studio emerge infine che, all’opposto, esistono alcuni fattori che influenzano negativamente la propensione degli investitori ad accantonare per la pensione. Il 17% degli investitori italiani ammette di concedersi degli sfizi nel presente invece di risparmiare per la pensione, mentre il 15% degli investitori italiani ritiene che i contributi versati dal datore di lavoro siano sufficienti per la pensione.

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