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Verso una mappa degli hedge fund

La maggior parte dei fondi hedge seguono quattro tipologie principali di strategie, utilizzando metodi diversi per generare rendimenti: le strategie "azionarie long/short", quelle "global macro", le "event-driven" e le "relative value".  

 

Le strategie “azionarie long/short” puntano a ottenere rendimenti non correlati acquistando le azioni di società dinamiche che si prevede aumenteranno di valore, e vendendo titoli di società in declino il cui valore è previsto in calo. Comprando e vendendo azioni allo stesso tempo, questi fondi cercano di eliminare l’esposizione ai movimenti complessivi del mercato e si concentrano unicamente sul differenziale di performance a lungo termine tra le loro posizioni rialziste e ribassiste. Ad esempio, nel settore sanitario, una strategia che crei valore nel lungo termine comporterebbe l’acquisto di biotecnologie innovative e la vendita di titoli di major del settore che sono meno innovativi e subiscono la concorrenza più aspra.

 

In secondo luogo, le strategie “global macro” adottano un approccio più ampio, per esempio confrontando i Paesi in base a precisi criteri economici (crescita del PIL, bilancia dei pagamenti etc) per scommettere al rialzo o al ribasso, soprattutto sui tassi d’interesse, i bond e le valute di questi Paesi. La strategia può essere sia discrezionale (basata su criteri fondamentali) sia sistematica (basata su modelli matematici).

 

Il terzo tipo di strategie è “event-driven”, che punta a trarre vantaggio da alcuni eventi importanti che interessano le aziende, in particolare le operazioni di Merger and Acquisition (M&A) e Leveraged BuyOut (LBO). Quando questi eventi si verificano, gli investitori faticano a determinare un prezzo equo per una società quotata, dando agli hedge fund l’opportunità di trarre beneficio dalle inefficienze di mercato.

 

Infine, le strategie “relative value” puntano a generare valore sfruttando piccoli differenziali di prezzo nei mercati azionari e obbligazionari. Al fine di ottenere rendimenti più alti, i fondi relative-value ricorrono anche alla leva finanziaria in modo controllato.

 

Il presente contributo è stato realizzato sulla base di un commento a firma di Olivier Marion, Head of Business Development & Senior Investment Specialist – Alternative Investments di Union Bancaire Privée - UBP 

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