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Il fattore ESG entra anche nel portafoglio retail

Le priorità d’investimento sono in continua mutazione. Cresce il numero di investitori preoccupati non solo dai rendimenti dei loro investimenti, ma anche dal fatto che i loro risparmi siano gestiti in modo responsabile. Insomma tutti cercano di fare la propria parte. Nella vita quotidiana si è sempre più abituati a riciclare i rifiuti, a utilizzare fonti di energia più pulita e adottare pratiche rispettose dell’ambiente. Tale atteggiamento oggi ha iniziato ad essere esteso anche alle decisioni di investimento. Difatti anche la modalità con la quale scegliamo di investire i nostri risparmi può fare la differenza. 

Ma per quale motivo si dovrebbe scegliere un investimento responsabile? Tra le tante ragioni che si potrebbero menzionare, merita di essere citato il fatto che forse non si desidera investire in aziende che inquinano o danneggiano l’ambiente; oppure forse non si è disposti a sostenere imprese del tabacco o società che guadagnano dal gioco d’azzardo; e poi perché si vuole investire in aziende che svolgono concretamente la propria attività in modo responsabile. 

La storia fornisce molti esempi di ciò che può accadere quando le imprese trascurano i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG). Agli albori dell’investimento responsabile, si riteneva che l’applicazione di principi etici obbligasse a rinunciare a una parte dei rendimenti. Tuttavia è stato dimostrato il contrario, ossia che si possono compiere ottime scelte di investimento senza per questo rinunciare a dei solidi rendimenti nel lungo termine. Sarà anche per questo che i capitali investiti nei fondi responsabili hanno iniziato a crescere con estrema rapida e che la popolarità dell’investimento ESG sembra destinata a continuare, come mostrano diversi studi di settore.



I tre pilastri della gestione

Investire, evitare e migliorare sono questi i tre pilastri alla base della filosofia di investimento di BMO Global AM. La società offre agli investitori una gamma di fondi responsabili e quindi l’opportunità di investire in azioni e obbligazioni di società che aderiscono a determinati valori e standard.  
L’etica non è una questione di bianco o nero. Anche se alcuni principi, come l’esclusione dei produttori di tabacco, si prestano a un’applicazione immediata, per decidere quali imprese abbiano adottato politiche virtuose in ambito ambientale e di standard di lavoro, occorre sicuramente un’analisi più approfondita. 

In aggiunta, le norme e le percezioni etiche cambiano nel tempo. Nei trent’anni trascorsi dal lancio dei primi fondi etici BMO Global AM ha rivisto costantemente i suoi criteri e sviluppato nuovi standard in aree quali le sabbie bituminose, l’etica dell’attività bancaria, e il cambiamento climatico. Ogni società selezionata che entra nel portafoglio del gruppo è sottoposta a una ricerca approfondita dal team Responsible Investment, per valutare se essa soddisfi le politiche di selezione etica del fondo. I casi dubbi sono sottoposti per un’opinione al comitato indipendente “Responsible Investment Advisory Council”. Quest’ultimo incontra il team Responsible Investment con frequenza trimestrale per discutere degli aggiornamenti dei criteri e della loro applicazione pratica.

Una volta che il gruppo ha investito, pratica la partecipazione attiva (engagement). Questo perché BMO Global AM è convinto che mediante il dialogo costruttivo in veste di azionisti si può da un lato gestire i rischi sostanziali ESG, come ad esempio la governance inefficace, e allo stesso tempo promuovere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) affrontando tematiche come condizioni di lavoro, diritti umani e in generale modalità con cui le aziende rendono i loro prodotti e servizi accessibili anche ai consumatori con basso reddito. Infatti spesso molte delle attività scartate nei processi di selezione sono quelle che potrebbero potenzialmente impedire la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Gli SDG sono buoni indicatori del tipo di impatto esercitato dalle aziende, ma dicono poco sulla portata e l’intensità. Per questo il gruppo ha elaborato l’Impact Management Project, che costituisce un metodo strutturato per definire come si esercita e come si misura l’impatto. Perché attraverso l’analisi dell’impatto è possibile per BMO Global AM capire in che modo le aziende detenute nella strategia contribuiscono allo sviluppo sostenibile. Inoltre la strategia di selezione delle aziende si basa sul loro approccio verso sei tematiche di sostenibilità globale quali ad esempio: l’innovazione tecnologica; la salute e il benessere; la finanza responsabile; l’efficienza delle risorse; la mobilità sostenibile e la transizione energetica. Per la società di asset management, inoltre, come si diceva, la partecipazione attiva è fondamentale per assicurare che si mantenga integra l’esposizione ai temi ESG, contribuendo alla gestione del rischio e ai rendimenti di lungo periodo.

L'articolo è a cura di BMO Global Asset Management ed è stato pubblicato sul numero di ADVISOR di febbraio 2019.

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