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Strategie ETF: cosa sono e perché sono usate dai consulenti

In Europa la MiFID II sta spingendo verso l’adozione del passivo, seppure con logiche molto diverse da paese a paese, e all’interno di ciascun paese da canale a canale. Ad esempio, in Svizzera la penetrazione del passivo sul gestito è al 15% e in aumento per la conversione a fee based, in Germania è sviluppato molto sul canale digitale (piattaforme online o robot, 15% penetrazione), mentre nel Regno Unito i consulenti li usano al 26%. In generale in Europa l’aspettativa sulla penetrazione dei prodotti passivi sui canali private banking e advisor dovrebbe crescere mediamente del 15% annuo fino al 2022, con la penetrazione del passivo su asset gestiti che potrebbe passare dal 12% al 21% in media (2016 - 2022).

E in Italia? Secondo Marco Tabanella, head of wealth and retail clients iShares Italia, BlackRock il Bel Paese è quello che presenta le prospettive di crescita maggiore. "In Italia le logiche distributive finora sono state penalizzanti per questi strumenti (penetrazione media 2%), ma ci aspettiamo finalmente una normalizzazione del mercato che riteniamo possa offrire buone prospettive di crescita. Per questo, in Italia, abbiamo predisposto un team dedicato ai consulenti per supportarli su tutti gli aspetti legati ai prodotti indicizzati. Ci aspettiamo di fatto un ingaggio sempre maggiore e sempre più locale legato alla diffusione della consulenza evoluta e delle soluzioni di risparmio gestito che fanno uso di ETF" racconta Tabanella.

In particolare le strategie di ETF incentrate su model portfolios sono sempre più popolari nel nostro paese. iShares ha studiato il contesto USA analizzandone le best practice ed evidenziando i punti di forza di queste strategie e il relativo successo anche per il mercato italiano.

 

Cosa sono i portafogli modello 
Le strategie ETF incentrate su model portfolio sono sempre più affermate. Ma quando parliamo di model portfolio, a cosa ci riferiamo? Si tratta, in generale, di portafogli di asset allocation attraverso i quali diverse tipologie di intermediari mettono in mostra le proprie capacità nella costruzione di portafoglio, implementati attraverso strumenti passivi. 

Le ragioni del successo degli ETF model portfolios sono principalmente tre: 

•    da un lato la maggiore consapevolezza dell’importanza dell’asset allocation e del suo contributo dominante al rendimento di un investimento; 

•    dall’altro l’industria riconosce sempre più l’indicizzazione come un’alternativa efficiente alla security selection, che può essere fatta direttamente o delegata a gestori attivi; 

•    infine, con il profilerare del numero di strumenti quotati a disposizione degli investitori, selezionare la giusta combinazione di prodotti rappresenta un’attività sempre più sfidante che gli investitori preferiscono delegare a gestori professionali.

Wirehouses come Wells Fargo e Merrill Lynch in USA hanno investito molto su questa attività e detengono oggi rispettivamente 20 e 50 miliardi nei loro ETF portfolios. Ma chi usa tali strategie? 
Mediamente dallo studio del mercato USA emerge che due advisor su tre usano gli ETF in sostituzione dei fondi attivi. I RIA (advisors indipendenti), in particolare, sono il canale dove l’adozione di strumenti passivi è piu alta (intorno al 50% del portafoglio), ma le wirehouses (con modelli simili alle banche reti italiane - ad esempio Wells Fargo, Merrill Lynch organizzate con home office e regional offices) sono il canale da cui ci si aspetta la maggiore crescita di queste strategie (+25% nei prossimi 2 anni).

Come vengono usati gli ETF? La maggior parte degli advisors (70%) li utilizza nella parte core di portafoglio (mercati efficienti come azionario USA, mercati emergenti), ma il dato significativo è che anche nella parte satellite prevale un uso strategico (con un periodo di detenzione inferiore ai 24 mesi). Quindi gli ETF a leva, short, con uso speculativo sono veramente limitati.


L'articolo è tratto dal numero di ADVISOR di luglio/agosto 2018.

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