Enel, 28,7 miliardi di investimenti nel 2020/2022, il 50% green

Previsti un taglio alla produzione del carbone del 74% e lo sviluppo di 14,1 GW di nuova capacità rinnovabile (+22 rispetto al piano precedente)

 Gli investimenti organici totali di Enel per il periodo 2020-2022 saranno pari a 28,7 miliardi di euro, +11% sul piano precedente. Alla decarbonizzazione del parco impianti sarà destinato il 50% del totale, con 14,4 miliardi per accelerare la realizzazione di nuova capacità rinnovabile e sostituire progressivamente la generazione da carbone. Entro il 2022, si prevede lo sviluppo di 14,1 GW di nuova capacità rinnovabile (+22% rispetto al piano precedente) e la riduzione della capacità e la produzione da carbone del 61% e del 74%, dal 2018.

Circa 1,2 miliardi di euro di investimenti, annuncia l'Enel nel piano 2020-22 presentato agli analisti, sono invece dedicati all'elettrificazione dei consumi, facendo leva sulla crescita e la diversificazione della base clienti retail di Enel e sulle efficienze. Alla digitalizzazione e automazione delle reti saranno riservati 11,8 miliardi di euro, per migliorarne la resilienza e la qualità del servizio. C'è poi un capitolo dedicato a "Ecosistemi e piattaforme": 1,1 miliardi di euro saranno dedicati a Enel X per la continua realizzazione di servizi ed infrastrutture a sostegno della decarbonizzazione e dell'elettrificazione. L'allocazione degli investimenti, spiega l'Enel, punta direttamente a tre degli Obiettivi di sviluppo sostenibile messi nero su bianco dalle Nazioni Unite, che coprono circa il 95% del capex totale di gruppo: il numero 7 (Energia Pulita e Accessibile), 9 (Industria, Innovazione e Infrastrutture) e 11 (Città e Comunità Sostenibili), tutto finalizzato alla realizzazione dell'obiettivo 13 (Lotta contro il Cambiamento Climatico). Entrando nello specifico degli investimenti per la decrbonizzazione, 12,5 miliardi di euro saranno investiti in rinnovabili (circa 1 miliardo di euro in più rispetto al piano precedente), di cui 11,5 miliardi di euro dedicati alla crescita della capacità, che si prevede aumenti di 14,1 GW entro il 2022, raggiungendo circa 60 GW di capacità gestita totale, principalmente da crescita organica.

La capacità aggiuntiva prevista dal piano comprende: 5,4 GW dalla sostituzione della generazione convenzionale con le rinnovabili in Italia, Spagna e Cile, per un investimento complessivo di 5,6 miliardi di euro; 5,1 GW conseguiti con accordi di fornitura con clienti commerciali e industriali principalmente in Brasile e negli Stati Uniti, per un investimento complessivo di 4,7 miliardi di euro; 3,6 GW dallo sviluppo di mercati nuovi o di recente ingresso, in modo diretto (1,1 GW con investimenti per 1,2 miliardi di euro) e attraverso joint ventures (2,5 GW). Entro la fine del periodo di piano si prevede che Enel riduca la produzione globale da carbone del 75% circa rispetto al 2018


"Non abbiamo fretta di vendere, non usciamo, non abbandoniamo situazioni di questo tipo d'emblée, perché servono considerazioni approfondite": lo ha detto l'a.d. dell'Enel Francesco Starace parlando di Open Fiber che, ha spiegato, "è ormai una società enorme, non è più una startup, e investe moltissimo in Italia: quindi non si può più dire usciamo, la affettiamo in tre pezzi, la capovolgiamo. E' una società che crea valore, non compare nel piano perché non la consolidiamo, ma a tendere sì". Comunque, ha concluso, "di sicuro non cambieremo la sua natura".

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