Guida agli ETF

Trattamento fiscale in Italia

ETF ed ETF Strutturati

Ai fini delle valutazioni fiscali, questi strumenti finanziari vanno trattati come fondi e non come azioni ed il regime applicato è quello del risparmio amministrato. La negoziazione di Etf ed Etf strutturati genera due tipologie di reddito:

  • reddito di capitale: sono i redditi derivanti dai dividendi percepiti e dall'incremento di NAV (delta NAV). Quest'ultimo è dato dalla differenza ottenuta sottraendo il valore del NAV del giorno della vendita da quello del giorno di acquisto dell'Etf.
  • reddito diverso: è il capital gain derivante dalla differenza tra i prezzi della compravendita ed il valore effettivo delle quote calcolato attraverso il NAV dei giorni di acquisto e di vendita dell'ETF. Ovviamente se l'Etf viene comprato e venduto nello stesso giorno, la variazione del NAV (Delta NAV) sarà nulla.

Schema reddito ETF

Il regime fiscale applicato a queste tipologie di reddito varia a seconda della natura degli Etf, che possono essere distinti tra Etf armonizzati (conformi alle direttive comunitarie) ed Etf di diritto estero non armonizzati (non conformi alle direttive comunitarie).

ETF armonizzati

Per gli Etf (ordinari e strutturati) armonizzati è prevista una ritenuta del 12,5% che verrà applicata direttamente dall'intermediario (la banca o Sim) a titolo di ritenuta d'imposta. Per conto della propria clientela retail l'intermediario diretto ricopre quindi il ruolo di sostituto d'imposta sia per l'applicazione della ritenuta sui redditi di capitale sia per l'applicazione dell'imposta sostitutiva sui redditi diversi.

Viene applicata una ritenuta a titolo d'imposta del 12,5% sui proventi periodici e sui redditi di capitale derivanti dal Delta NAV e un'imposta sostitutiva del 12,50% sui redditi diversi (capital gain) al netto delle eventuali minusvalenze accumulate, qualora l'investitore abbia rilasciato il proprio assenso al regime di risparmio amministrato. In questo caso l'investitore non è tenuto a riportare sulla dichiarazione dei redditi alcuna indicazione del provento.

ETF di diritto estero non armonizzati

In questo caso i proventi di capitale concorrono a formare il reddito imponibile del sottoscrittore e sono assoggettati alla tassazione progressiva IRPEF.
In particolare l'intermediario applicherà ai redditi da capitale una ritenuta a titolo di acconto del 12,5%, ma tali redditi dovranno essere indicati in sede di dichiarazione dei redditi e saranno quindi soggetti ad una aliquota marginale sul reddito.
Sui redditi diversi (capital gain), invece, l'intermediario applicherà l'imposta del 12.5% tipica del risparmio amministrato; tali redditi non dovranno essere indicati in sede di dichiarazione dei redditi.

Come si può facilmente intuire l'investimento in Etf non armonizzati crea maggiori difficoltà a livello fiscale ed un maggiore costo per l'investitore retail che, nella gran parte dei casi, preferisce rivolgersi esclusivamente agli Etf armonizzati. Fortunatamente tutti i cloni finanziari quotati in Borsa Italiana e la maggior parte delle borse del vecchio continente sono armonizzati. Per conoscere se un clone finanziario è armonizzato o meno è comunque necessario leggere il prospetto informativo dello strumento ed il relativo regolamento.

ETC

Per quanto riguarda la tassazione dei proventi derivanti dagli ETC (Exchange Traded Commodity) questi rientrano nella categoria degli strumenti derivati. Per gli investitori privati italiani che hanno scelto un regime del risparmio amministrato si applica quindi una aliquota del 12,5%. Non si deve riportare alcuna voce nella dichiarazione dei redditi dal momento che l'intermediario opera come sostituto di imposta. Le plusvalenze sono compensabili con le minusvalenze pregresse. Le minusvalenze sono infine riportabili nei quattro successivi anni.

La responsabilità editoriale e i contenuti sono a cura di Brown Editore

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