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Affitti: canone concordato, con novità Governo registrerà ulteriore accelerazione

Le novità introdotte dal governo in tema di canone concordato determineranno un'ulteriore accelerazione ...

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Le novità introdotte dal governo in tema di canone concordato determineranno un'ulteriore accelerazione nell'utilizzo di questo tipo di contratto. Una tendenza messa in evidenza da un'analisi condotta da Solo Affitti, secondo la quale a fine aprile il canone concordato è stato il più utilizzato tra i nuovi contratti d'affitto stipulati nel nostro Paese, con una percentuale del 53,9% rispetto al 53,4% registrato nello stesso periodo del 2016. "Le novità introdotte dal Governo in tema di canone concordato - spiega Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti - permettendo la stipula del contratto 3+2 in tutti i comuni e non solo in quelli ad ‘alta tensione abitativa', determineranno un'ulteriore accelerazione del suo utilizzo. Con il canone concordato locatari e locatori usufruiscono di importanti vantaggi. I primi pagano un affitto inferiore a quello di mercato e usufruiscono di detrazioni fiscali ai fini Irpef nel caso in cui l'immobile diventi residenza principale. I proprietari beneficiano di agevolazioni fiscali utilizzando la cedolare secca al 10% anziché quella al 21% prevista per i canoni liberi". Il canone concordato è molto gettonato soprattutto nel Centro e Nord Italia. Subito dopo Verona, Grosseto e Forlì (le città italiane dove è più diffuso), il contratto 3+2 è largamente utilizzato ad Asti e Arezzo, con una percentuale del 90% ciascuna, e Latina (89%). A seguire nella classifica elaborata da Solo Affitti, altre tre città del Centro Italia: Latina, Livorno e Perugia, tutte con una percentuale dell'88%. Secondo le rilevazioni di Solo Affitti, l'applicazione del canone concordato è molto diffusa a Bolzano (88%), Frosinone (85%) e Gorizia (80%). La diffusione del contratto 3+2 è sotto la soglia del 50% a Barletta e Cagliari , mentre in poco più di un caso su tre (35%) è utilizzato a Catanzaro e Bari.



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