Polo ceramica Italia compra Elios, verso l'Ipo nel 2019

Proseguono acquisizioni MCP II, obiettivo 300 milioni fatturato

Il 'polo della ceramica italiana' finanziato dal fondo di private equity Mandarin Capital chiude l'acquisizione di Elios, la seconda azienda ad entrare nel progetto, e guarda ad almeno una nuova operazione entro fine anno e una ulteriore entro la prima metà del 2018: con un obiettivo di 300 milioni di fatturato, l'aggregazione della ceramica di lusso Made in Italy punta allo sbarco in Borsa entro il 2019.

E' quanto è in grado di anticipare l'ANSA dopo la chiusura, oggi stesso, dell'acquisizione, dalla famiglia Levoni, del 100% di Elios Ceramiche da parte del veicolo Italcer del fondo MCPII.

Con Elios - spiega Graziano Verdi, il manager (già alla guida di Granitifiandre) scelto da Mandarin Capital come amministratore delegato di Italcer - il polo compie "un passo ulteriore verso la creazione di un player di riferimento nel panorama della ceramica italiana. Si tratta di un'azienda fortemente complementare rispetto a La Fabbrica in termini di formati, posizionamento e geografie coperte".

Le aggregazioni non si fermano alle due già realizzate con Elios e, la scorsa primavera, La Fabbrica: "Già entro l'anno potremmo almeno un'altra operazione, poi ci muoveremo ancora il prossimo anno", spiega Lorenzo Stanca, partner del fondo Mandarin Capital. Nel frattempo Italcer realizzerà uno stabilimento nel Tennesse, negli Usa. "Il nostro obiettivo finale - dice Stanca - è quello di un gruppo di 300 milioni di fatturato, che possa portare in tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Cina, il meglio della ceramica Italiana".

Da fonti del settore emerge interesse per l'operazione non solo da parte del private equity, ma anche da parte di fondi d'investimento che avrebbero già sollecitato tanto Mandarin, quanto il management di Italcer, ad un'operazione di crescita ulteriore portando il polo della ceramica in Borsa.

L'esperienza del gruppo delle ceramiche in fase di realizzazione potrebbe dunque replicare quanto già accaduto con Graniti Fiandre un decennio fa sotto la guida di Verdi: tanto Bank of America che Deutsche Bank avevano quote significative nel capitale, e a cinque anni dallo sbarco come prima matricola sul segmento Star di Borsa Italiana, l'azienda era al vertice della redditività con un Roe del 34%. L'idea - spiega Stanca - è che la ceramica di lusso italiana debba trovare posto in Borsa, come lo aveva con Graziano Verdi alla guida di Granitifiandre".

Italcer arriva a 75 milioni di fatturato mettendo insieme La Fabbrica, l'azienda di Castel Bolognese specializzata nell'alto di gamma, ed Elios, dove confluiscono anche le attività di Elle Ceramica. Per fine anno la tabella di marcia prevede, con almeno un'altra acquisizione, di raggiungere i 120 milioni, e per il 2018 non si escludono i 300 milioni di ricavi.

Nel frattempo prosegue l'integrazione del gruppo, lo sviluppo delle sinergie e del posizionamento sul mercato. Con un'ottica globale (negli usa è forte la richiesta delle grandi lastre di ceramica Made in Italy e con un impianto nel Tennessee è attesa una svolta), e con Elios che - spiega Verdi - "ha una storia importante, è un marchio ben posizionato e rappresenta in termini di efficienza industriale un altro elemento di forza con maestranze d'esperienza e competenza".

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